NewTuscia – ROMA – “Otto ordigni in 45 giorni. Roma non può abituarsi alle esplosioni nei quartieri popolari, né lasciare che la paura diventi parte della vita quotidiana. Mercoledì 14 ottobre, alle ore 18, saremo in Piazza Malatesta alla manifestazione promossa da Libera, per affermare che nessuna organizzazione criminale può imporre il proprio potere sui territori”.
Lo dichiara Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea di Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale del PRC.

“Le indagini devono chiarire responsabilità e moventi, mentre le istituzioni devono colpire i patrimoni e gli interessi economici della criminalità. Ma la sicurezza non si costruisce soltanto con arresti, pattuglie e telecamere. Servono scuole, servizi pubblici, lavoro dignitoso e spazi di aggregazione. Quando lo Stato arretra, le organizzazioni criminali trovano maggiori opportunità per esercitare il proprio controllo”.

“Le periferie romane non sono territori perduti da riconquistare, ma comunità ricche di storia, solidarietà e partecipazione. Lo ha dimostrato anche la manifestazione promossa venerdì scorso dal Municipio Roma VII in Piazza Don Bosco, con l’adesione di numerose realtà politiche, sindacali e associative. L’appuntamento di mercoledì con Libera rappresenta un’altra importante occasione per rafforzare questa risposta collettiva”.

“Chiediamo un piano straordinario per i quartieri maggiormente esposti, sostenuto da risorse nazionali, e osservatori territoriali permanenti sulla sicurezza, con il coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà sociali. È questo il senso dell’antimafia sociale: affiancare al contrasto investigativo e giudiziario un’azione capace di sottrarre alla criminalità il terreno economico e sociale su cui costruisce il proprio potere”.

“La sicurezza è un diritto di tutti, non un privilegio di chi può permettersi di vivere altrove. Mercoledì saremo in piazza perché Roma risponda alle intimidazioni con la partecipazione e la solidarietà, non con la rassegnazione”, conclude Barbera.