NewTuscia – ROMA – È allarme ambientale nel cantiere di Forte Boccea. CURAA e SOS Roma denunciano che questa mattina al presidente della Commissione Trasparenza del Municipio XIII, Marco Giovagnorio, è stato impedito l’accesso all’area dei lavori, ostacolando l’esercizio delle funzioni ispettive e di controllo. Anche la successiva Riunione della Commissione Trasparenza che si è tenuta questa mattina -secondo le associazioni- non avrebbe fornito risposte sufficienti sugli abbattimenti, alimentando quello che viene definito un «muro di gomma» da parte dell’amministrazione. «Stanno facendo un blitz sugli alberi prima che cittadini e istituzioni possano verificare gli atti – denuncia Jacopa Stinchelli, presidente CURAA –. 11 cipressi sono già stati abbattuti, ora sono a rischio 17 eucalipti e 1 platano, mentre restano da chiarire anche la posizione e le tutele degli altri platani presenti nell’area».
Al centro delle contestazioni c’è la documentazione tecnica: le schede VTA (Visual Tree Assessment) del 2023 non sono reperibili né citate come allegati nei documenti ufficiali del 2025, dove compare soltanto una tabella riepilogativa con 10 alberi in Classe C/D su 41 valutati. CURAA e SOS Roma chiedono quindi di conoscere quali valutazioni tecniche abbiano giustificato, albero per albero, gli abbattimenti già effettuati e quelli previsti.
«Gli 11 cipressi sono già a terra. Non permetteremo che accada la stessa cosa con i 17 eucalipti e il platano senza che siano resi prima pubblici tutti gli atti e le perizie».
Le associazioni chiedono inoltre di verificare le autorizzazioni e le misure di tutela relative alle alberature e, sul piano ambientale, la presenza del computo ecosistemico delle compensazioni. L’area di Forte Boccea è sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 142, comma 1, lett. m), del D.lgs. n. 42/2004. CURAA chiede pertanto di verificare tutti i procedimenti eventualmente necessari, a partire dalla VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale), oltre all’eventuale VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), alle autorizzazioni paesaggistiche della Soprintendenza Speciale, alle valutazioni dell’avifauna e alle compensazioni ambientali. E’ l’ennesimo esempio di un’isola di calore fatta con il pretesto della riqualificazione di un’area per un mercatocome accaduto a piazza Monteleone di Spoleto al Fleming e a Piazza dei Vespri Siciliani nel Municipio II.
La Nature Restoration Law europea (Regolamento UE 2024/1991) impone di interrompere il consumo di suolo e l’abbattimento di alberi. Secondo le associazioni, dagli atti esaminati, emergerebbe il forte sospetto che gli abbattimenti siano funzionali alla realizzazione del progetto come nei suddetti altri casi e non alle effettive condizioni delle alberature. CURAA e SOS Roma chiedono quindi al Municipio XIII e alla direzione dei lavori l’immediata sospensione di ogni ulteriore abbattimento e la piena pubblicazione degli atti. «Fermate le motoseghe e mostrate i documenti -dichiara Stinchelli- Forte Boccea non deve diventare il nuovo Bosco Ospizio della Capitale.» Sulla vicenda interviene anche Daniele Giannini, ex presidente del Municipio XIII e portavoce di SOS Roma: «Negli ultimi giorni – dichiara Giannini – sono emersi numerosi interrogativi e si è sviluppato un forte dibattito sul territorio riguardo agli interventi previsti nell’area del Forte Boccea: dalle perizie relative alle alberature e agli abbattimenti, fino allo stato effettivo del cantiere, alle lavorazioni in corso e alle eventuali modifiche o varianti rispetto a quanto inizialmente previsto».
«Trovo quindi paradossale – sottolinea Giannini – che proprio un organismo istituzionale chiamato a esercitare una funzione di controllo e trasparenza non abbia potuto accedere all’area oggetto del sopralluogo. Se una Commissione Trasparenza viene convocata, è grave che venga lasciata fuori dai cancelli. Chiediamo semplicemente che siano messi a disposizione degli organismi preposti al controllo tutti gli elementi necessari per comprendere cosa sia stato autorizzato, quali interventi siano effettivamente in corso, sulla base di quali perizie si stia intervenendo sulle alberature e se il progetto abbia subito modifiche rispetto a quello presentato ai cittadini».
Giannini conclude: «Forte Boccea rappresenta un’area troppo importante per il quartiere perché possano rimanere opacità e proprio per questo deve essere garantita la massima chiarezza, la tutela del verde e il pieno rispetto delle procedure. Aprire i cancelli al controllo istituzionale avrebbe rappresentato il modo più semplice per fugare ogni dubbio. Tenerli chiusi, invece, inevitabilmente alimenta ulteriori domande. Ora il Municipio XIII e Roma Capitale forniscano tutti i chiarimenti e la documentazione richiesta».














