Caffeina. Una parola, tanto inchiostro (sprecato?) e bit (impressi) sul pc. Dire che da quando esiste Caffeina la cronaca della Tuscia, spesso scarna, ha avuto un sussulto è quasi scontato. Nel bene. Ma anche nel male.
Partiamo da alcune certezze.
Caffeina ha fatto certamente del bene a Viterbo e alla Tuscia, portando nel nostro territorio i massimi esponenti della cultura, politica e attualità italiana e non solo. Ha sprovincializzato Viterbo facendo conoscere la città dei papi ben oltre i propri confini e creando, grazie all’intuizione iniziale di Filippo Rossi e Andrea Baffo, un unicum nel nostro territorio. Che, qualche anno fa, realtà turistiche ben più avviate come Pienza volevano “prenderci”.
Fin qui tutti d’accordo.
Quello che vogliamo dire, però, in queste righe, è altro. Ci ripeteremo, forse, con precedenti articoli, ma è il nostro pensiero e il nostro ruolo o, meglio, ciò che ci bolle in pentola.
Ebbene. L’intuizione di Filippo Rossi, ex direttore artistico di Caffeina, ha permesso al giornalista (Rossi è un giornalista) di essere ancora più famoso di quello che già era (tante le sue apparizioni in TV) e, giustamente, i viterbesi lo hanno premiato con i tanti voti presi alle elezioni comunali che poi, grazie alla decisione di Rossi di andare al ballottaggio con Leonardo Michelini, hanno permesso a quest’ultimo di battere Giulio Marini.
Quindi il binomio Caffeina-successo politico per Filippo Rossi, checché se ne dica, è direttamente proporzionale. Le tante conferenze stampa convocate dopo le varie edizioni della kermesse, dagli organizzatori del festival culturale, per ribadire che se non ci fosse stato un intervento immediato di sponsor privati non si sarebbe più replicata Caffeina, alla fine hanno portato i loro frutti.
Ad oggi i privati hanno aderito più di quanto si immaginasse, in particolare le Terme dei Papi e, insieme, il Comune di Viterbo. E’ stata “salvata” Caffeina ma si mette in serio pericolo il futuro di altre decine di associazioni locali che, magari con meno enfasi, in modo “eroico”, spesso, portano avanti festival e il fermento culturale, sociale, solidaristico e tanto altro nel nostro territorio.
Se Caffeina è un po’ l’asso pigliatutto, la mente fondante della kermesse, alias Filippo Rossi, coinvolto direttamente nella gestione della cosa pubblica, secondo noi avrebbe dovuto dare un contributo sostanziale per ricercare un equilibrio nella gestione dei fondi e degli incentivi al mondo associazionistico viterbese. Come membro della maggioranza Michelini ma, soprattutto, come parte coinvolta nell’associazione Caffeina. Sono solo punti di vista, del tutto opinabili, ma è ciò che pensiamo.
La casetta di legno a piazza del Comune per raccogliere i fondi per Caffeina avrebbe dovuto essere la casetta di raccolta fondi per tutte le associazioni culturali e no profit, con un regolamento cui rifarsi per la suddivisione successiva dei proventi.
Le “apparizioni” su facebook. spesso critiche verso la sua stessa maggioranza, anche in materia di cultura, sarebbe stato meglio che il buon Filippo Rossi le avesse trasformate in politiche attive o, se non di sua competenza, in sollecitazioni all’assessorato ad hoc, in modo di creare un’immagine coerente e neutra: il suo essere “trinità” (ex direttore artistico di Caffeina, consigliere comunale e, di fatto, critico della sua stessa maggioranza) lo pone in una condizione delicata ma, soprattutto, di dare un’immagine propositiva e chiara di sé.
Lo ha fatto?













