di Massimo Blandini.
La sicurezza di una città non si misura soltanto dal numero di controlli nelle strade. Conta anche quanto è facile tornare a casa la sera, quanto sono illuminati gli spazi pubblici, come vengono organizzati gli eventi e, soprattutto, quanto riescono a dialogare tra loro istituzioni, Comuni, imprese e cittadini. È da questa idea che prende forma la proposta di legge “Disposizioni per promuovere la sicurezza integrata”, presentata giovedì 6 agosto u.sc. nella Sala Tirreno della Regione del Lazio, p.zza Oderico da Pordenone, 15 a Roma, nel corso dell’iniziativa organizzata dal Forum Le Città della Notte Lazio. Il tema è quello della sicurezza urbana, ma il punto di partenza è più ampio. La vita delle città non si ferma al tramonto e proprio le ore serali e notturne sono diventate uno dei terreni più delicati per le amministrazioni. La movida porta persone, lavoro e attività economiche, ma può anche creare tensioni con chi vive nei quartieri, con i lavoratori e con chi chiede semplicemente di poter riposare. Mettere tutti questi interessi intorno allo stesso tavolo è la sfida che il Forum ha deciso di affrontare. La proposta nasce infatti da un confronto sviluppato negli ultimi mesi con amministratori pubblici, istituzioni, associazioni di categoria e operatori economici. L’idea è costruire un modello nel quale la sicurezza non venga affrontata soltanto quando arriva un’emergenza, ma venga programmata prima. Nel testo trovano spazio diversi interventi: maggiore tutela dei cittadini, collaborazione tra istituzioni e amministrazioni locali, coinvolgimento dei sistemi di sicurezza sussidiaria, più trasporto pubblico nelle ore serali e notturne e protocolli comuni per coordinare le attività sul territorio. Un’impostazione che prova a spostare il baricentro dalla semplice gestione dell’emergenza alla prevenzione. Ad aprire l’incontro è stato Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, che ha illustrato il percorso istituzionale della proposta. Eleonora Berni, vicepresidente della Commissione Sicurezza del Consiglio regionale, si è soffermata invece sui contenuti del provvedimento e sulle prospettive della futura normativa. A raccontare il lavoro che ha portato alla stesura del testo è stato Fabio Schiuma, segretario organizzativo del Forum Le Città della Notte Lazio. Ed è soprattutto dalle sue parole che emerge il cambio di prospettiva auspicato dal Forum. “La sicurezza non può essere gestita con improvvisazione e slogan: occorrono competenza e serietà”, ha detto Schiuma. Il problema, secondo il segretario organizzativo, è che la movida non può essere considerata soltanto una questione di ordine pubblico. Servono programmazione e il coinvolgimento di chi opera concretamente nel settore della sicurezza. Ma serve anche un modo diverso di guardare alla notte. Schiuma ha richiamato l’esigenza di investire maggiormente in cultura e innovazione, prendendo spunto dalle grandi città europee dove l’intrattenimento notturno viene considerato anche una leva economica e sociale. L’alternativa è continuare a parlare della notte quasi esclusivamente quando qualcosa va storto, associandola alla cronaca e alla cosiddetta malamovida. Il nodo, però, resta quello di sempre: trovare un equilibrio. “I giovani vogliono una movida europea e divertente, i lavoratori chiedono tutele e i residenti il rispetto del diritto al riposo”, ha spiegato Schiuma. Sono esigenze diverse e nessuna può essere ignorata. Da qui la proposta di un modello basato sulla pianificazione e sul coinvolgimento degli operatori, un’impostazione che il Forum rivolge anche all’amministrazione capitolina guidata dal sindaco Roberto Gualtieri. Non basta, insomma, intervenire di volta in volta quando emerge un problema. Per governare la notte servono investimenti, formazione, servizi e una strategia che metta insieme settori spesso trattati separatamente. Sicurezza e trasporti, ma anche cultura, turismo e attività economiche. Il trasporto pubblico notturno è uno degli esempi più evidenti. Avere collegamenti adeguati significa ridurre i disagi, rendere più sicuri gli spostamenti e permettere a chi lavora o frequenta i luoghi della movida di muoversi senza affidarsi esclusivamente all’auto privata. Lo stesso vale per l’illuminazione degli spazi pubblici, la gestione degli eventi e il presidio del territorio. “Non bastano – ha sottolineato Schiuma – le iniziative temporanee, un numero limitato di linee di trasporto pubblico notturno o strumenti pensati per affrontare soltanto le conseguenze dei problemi. Serve una visione più ampia, capace di trasformare la notte in una risorsa per le città”. È proprio questo il cuore della sicurezza integrata: non affidare tutto a un unico soggetto, ma mettere in campo competenze diverse. Le forze dell’ordine restano centrali, ma accanto a loro devono lavorare amministrazioni, imprese, associazioni e cittadini. Una città più sicura passa anche dalla qualità dei servizi e dalla capacità di organizzare gli spazi. La questione riguarda soprattutto i centri urbani nei quali la notte rappresenta una parte importante della vita economica. Locali, ristorazione, commercio, turismo ed eventi contribuiscono a mantenere vive le città dopo il tramonto. Governare quel movimento significa quindi proteggere chi ci vive, ma anche evitare che un’intera filiera economica venga percepita soltanto come una fonte di problemi. Alla presentazione hanno partecipato diversi rappresentanti del Forum Le Città della Notte, portando esperienze raccolte nei territori del Lazio. Il confronto con chi amministra e con chi lavora ogni giorno nelle città è, per i promotori, uno degli elementi sui quali costruire il nuovo modello. La proposta di legge, dopo la presentazione ufficiale, potrà ora proseguire il proprio iter istituzionale ed essere esaminata dal Consiglio regionale del Lazio. L’intenzione è arrivare a uno strumento capace di coordinare le politiche sulla sicurezza urbana e di rendere più efficace la collaborazione tra Regione, Comuni e realtà economiche e sociali. La partita, dunque, è appena iniziata. E riguarda molto più della gestione della movida. Riguarda il modo in cui le città scelgono di vivere le proprie notti e di tenere insieme esigenze che, troppo spesso, vengono affrontate separatamente. Il messaggio scelto dal Forum riassume la direzione indicata: “Il confronto è la forza delle idee. Insieme per città più sicure e vivibili”. Una frase semplice, ma che individua il punto centrale della proposta: per rendere davvero più sicure le città non basta aumentare i controlli. Occorre prima di tutto imparare a governarle meglio.














