NewTuscia – ROMA – “Le periferie di Roma non possono finire sulle prime pagine soltanto quando esplode una bomba. La mobilitazione di oggi a Piazza Malatesta dice che questi quartieri non intendono lasciare spazio alla paura e al controllo criminale”.
Lo dichiara Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea di Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale del PRC, presente alla manifestazione promossa da Libera contro la sequenza di ordigni che nelle ultime settimane ha interessato il quadrante orientale della Capitale.
“Spetta agli investigatori accertare responsabilità, moventi ed eventuali collegamenti tra gli episodi. La politica, però, deve fare la propria parte. La criminalità non controlla i territori soltanto con le intimidazioni: costruisce potere attraverso denaro, riciclaggio, usura e attività economiche. Per questo occorre colpirne patrimoni e interessi economici, oltre a garantire una presenza efficace delle forze dell’ordine”.
“Ma reprimere non basta. Dove arretrano servizi pubblici, opportunità di lavoro, scuola e luoghi di aggregazione, si aprono spazi che la criminalità può tentare di occupare. È qui che serve l’antimafia sociale: uno Stato presente non soltanto con le divise, ma con diritti, servizi e investimenti”.
“Chiediamo quindi un intervento straordinario per i quartieri più esposti e strumenti permanenti di confronto tra istituzioni, associazioni e realtà territoriali. La sicurezza non è soltanto assenza di criminalità: è presenza di diritti”.
“Da Piazza Malatesta arriva infine un messaggio semplice: i quartieri appartengono a chi li vive, lavora e studia, non a chi pretende di controllarli attraverso la paura e la violenza. Le bombe non possono diventare la normalità di Roma”, conclude Barbera.














