NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo:

 Il COINA – Sindacato delle Professioni Sanitarie aderisce alla manifestazione nazionale del 19 settembre a Roma, promossa dal MOPS – Movimento Nazionale delle Professioni Sanitarie, condividendone gli obiettivi di valorizzazione professionale, equità economica e maggiore riconoscimento delle competenze e delle responsabilità dei professionisti sanitari.

La partecipazione del COINA nasce dalla convinzione che il futuro del Servizio sanitario nazionale non possa prescindere da una reale valorizzazione di tutte le professioni sanitarie, nel rispetto delle specificità di ciascun profilo ma anche attraverso criteri capaci di riconoscere in modo equo responsabilità, rischio, disagio, competenze avanzate e complessità del lavoro svolto.

«Saremo in piazza con una posizione molto chiara: non chiediamo di togliere diritti a chi li ha conquistati, ma di estendere tutele e riconoscimenti quando esistono condizioni professionali analoghe», dichiara Marco Ceccarelli, Segretario Nazionale COINA. «Se un diritto viene riconosciuto agli infermieri perché ne ricorrono le condizioni, quel diritto va difeso. Ma quando condizioni analoghe di rischio, disagio, responsabilità, complessità professionale o lavoro straordinario riguardano altri professionisti sanitari, dobbiamo avere il coraggio di affrontare il tema. L’equità non si costruisce sottraendo qualcosa a qualcuno, ma evitando che professionisti che operano nelle medesime condizioni siano trattati in maniera irragionevolmente differente».

Il documento programmatico del MOPS pone al centro questioni che il COINA considera decisive: misurazione delle competenze e delle responsabilità effettivamente esercitate, sviluppo professionale, formazione avanzata, percorsi di carriera, riconoscimento del rischio professionale, superamento delle disparità territoriali e maggiore partecipazione dei professionisti ai processi decisionali. Temi sui quali, secondo il Sindacato, occorre aprire un confronto sempre più concreto anche sul piano normativo e contrattuale.

Ed è proprio sul terreno contrattuale che la partecipazione alla manifestazione del 19 settembre si salda con una delle battaglie centrali portate avanti dal COINA: la costruzione di un contratto dedicato alle professioni sanitarie, capace di riconoscerne pienamente peculiarità, competenze, responsabilità e sviluppo professionale.

«Non possiamo continuare a pensare che professioni profondamente cambiate negli ultimi vent’anni possano essere valorizzate attraverso strumenti contrattuali che non riescono a rappresentarne fino in fondo l’evoluzione», sottolinea Ceccarelli. «Tecnologia, formazione universitaria, specializzazione e nuovi modelli organizzativi hanno ampliato competenze e responsabilità. Per questo sosteniamo da tempo la necessità di un contratto dedicato alle professioni sanitarie, che non è una battaglia corporativa, ma uno strumento per costruire carriere, retribuzioni e riconoscimenti realmente coerenti con il lavoro che oggi viene svolto negli ospedali e sul territorio».

La sanità moderna è necessariamente multiprofessionale. Infermieri, tecnici sanitari, professionisti della riabilitazione, della prevenzione e le altre professioni sanitarie concorrono, con differenti competenze e responsabilità, al funzionamento del sistema e alla sicurezza delle cure. Proprio per questo, secondo il COINA, la valorizzazione di una categoria non può trasformarsi in una contrapposizione con le altre.

«Nessuna guerra tra professioni e nessuna corsa al ribasso dei diritti», prosegue Ceccarelli. «Il COINA è il Sindacato delle Professioni Sanitarie e il nostro compito è portare verso l’alto diritti, retribuzioni, carriere e condizioni di lavoro dell’intero comparto. Competenza, responsabilità, rischio, disagio e complessità devono diventare parametri reali di valorizzazione professionale ed economica, indipendentemente dalla professione interessata».

Per il COINA resta inoltre necessario superare le profonde differenze ancora esistenti tra Regioni e Aziende sanitarie in materia di indennità, incarichi, accesso alla formazione, sviluppo professionale, utilizzo delle competenze avanzate e opportunità di carriera, costruendo criteri maggiormente uniformi, trasparenti e verificabili.

«Il 19 settembre saremo in piazza anche per questo», conclude Ceccarelli. «Per dire che valorizzare tutte le professioni sanitarie significa rafforzare il Servizio sanitario nazionale. Non vogliamo dividere i professionisti, vogliamo dare loro una prospettiva. Un contratto dedicato, percorsi di carriera reali, riconoscimento delle competenze e trattamenti economici coerenti con responsabilità e rischi sono parti della stessa battaglia. È la battaglia che il COINA porta avanti e che continueremo a portare in ogni sede istituzionale e contrattuale».

UFFICIO STAMPA COINA SINDACATO DELLE PROFESSIONI SANITARIE