Domenica 20 settembrealle ore 16,00 a Soriano nel Cimino, nell’ambito della mostra “È un brusio la vita”, un’azione performativa in dialogo con “Le prigioni” di Andrea Aquilanti

NewTuscia  – ROMA – Il desiderio, la distanza e l’intimità diventano materia performativa in “Ceneri (with a cigarette you are never alone)”, l’azione di Chantal Spapens e Giuditta Sin in programma domenica 20 settembre alle ore 16 al Castello Orsini di Soriano nel Cimino. La performance si inserisce nel programma della mostra “È un brusio la vita”, visitabile fino al 31 ottobre 2026, e nasce in dialogo con “Le prigioni”, installazione di Andrea Aquilanti ospitata negli spazi del Castello.

Una performance che indaga il desiderio, la separazione e l’intimità attraverso la materia impalpabile del respiro e del fumo. Ceneri affronta il tema del desiderio che si intensifica e si fa gesto in una connessione che quasi sembra impossibile. Attraverso una partitura fisica fatta di pause, movimenti, risonanze sonore e continui scambi di ruolo, le due performer incarnano le differenti facce di una stessa condizione: la ricerca di una connessione che si intensifica proprio perché sembra non potersi compiere pienamente.

Elemento centrale dell’azione è il fumo che rende visibile il respiro e trasforma lo scambio tra le artiste in un momento intimo ma, allo stesso tempo, intrinsecamente tossico. È proprio il rapporto con lo spazio a dare alla performance una delle sue chiavi più significative. Se l’architettura delle prigioni può contenere i corpi, l’aria resta invece capace di attraversare le sbarre. Mentre le sigarette si consumano e la cenere si accumula, il fumo si assottiglia gradualmente fino a scomparire, lasciando nello spazio soltanto la traccia del respiro. Tra la pietra delle celle e il metallo delle grate, “Ceneri” assume così la forma di un rituale minimo e sospeso, nel quale la distanza non interrompe la relazione ma finisce per amplificarla.

Il lavoro prosegue la ricerca avviata da Chantal Spapens a Milano nel giugno 2026 con “Non cade nel nulla”, dedicata alla soglia del confinamento e alla possibilità del corpo di aprire un varco verso l’esterno attraverso la bocca. Artista visiva franco-olandese, Spapens vive e lavora a Roma e sviluppa la propria pratica tra performance, scultura e installazione. La sua ricerca affronta temi legati al corpo, al desiderio, all’appartenenza e all’intimità, con particolare attenzione al corpo femminile maturo come luogo di esperienza e conoscenza incarnata. Le sue performance sono state presentate, tra gli altri, al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, alla Fondazione Arthur Cravan di Milano e alla Venice International Performance Art Week.

Giuditta Sin è artista performativa e danzatrice. Dal 2011 indaga il corpo come spazio rituale, politico e simbolico, intrecciando performance art, danza rituale, ecofemminismo, erotismo e pratiche ecosomatiche. Nel 2019 ha presentato al MACRO di Roma “ECOSEX”, lavoro dedicato all’ecosessualità, e ha partecipato a diverse produzioni cinematografiche – collaborando con registi importanti del panorama italiano, da Martone a Virgilio Villoresi, Renato de Maria, Lucchetti ed Eugenio Cappuccio – attraverso azioni performative concepite come veri e propri quadri viventi.

“Ceneri” è uno degli appuntamenti inseriti nel percorso di “È un brusio la vita”, mostra a cura di Serena Achilli per Algoritmo, promossa dal Comune di Soriano nel Cimino, dall’Azienda Speciale SAM e dalla galleria La Nuova Pesa di Roma. L’iniziativa è patrocinata dall’Università degli Studi della Tuscia e dalla Provincia di Viterbo ed è realizzata con il contributo di RUFA – Rome University of Fine Arts, ABAQ – Accademia di Belle Arti dell’Aquila, ANCE, Confartigianato Imprese Viterbo, Gajarda, CF Sicurezza, MCR, MDM e Vini Doria. Algoritmo è un brand dell’associazione Numerozero ETS.

CENERI (with a cigarette you are never alone)

Chantal Spapens & Giuditta Sin

In dialogo con Le prigioni di Andrea Aquilanti

Domenica 20 settembre 2026, ore 16.00

Castello Orsini – Soriano nel Cimino (VT)

Nell’ambito della mostra È un brusio la vita, visitabile fino al 31 ottobre 2026