I centri storici della Tuscia da valorizzare attraverso l’enogastronomia

Stefano  Stefanini

(NewTuscia) – VITERBO – In questi giorni del cuore  dell’estate si susseguono  le manifestazioni di carattere culturale, spettacoli e rievocazioni storiche e sagre dedicate ai numerosi turisti ed ai cittadini residenti  che esaltano i caratteri salienti dei nostri Centri Storici e che stiamo puntualmente suggerendo ai nostri lettori di newtuscia.it.

Nella Guida “A Tavola con gli Etruschi” vengono illustrati cinque itinerari enogastronomici  che si identificano con le principale aree di interesse turistico, caratteristiche per la varietà e qualità delle tipicità offerte.

“Sulle sponde del Lago di Bolsena”, “In gita tra borghi e sagre viterbesi”, “Emozioni in Maremma”, “I Cimini nel segno dei Farnese” ed, infine, “Nella Teverina per i brindisi di eccellenza”.

Cinque itinerari che raccontano i saperi e i sapori di una produzione di eccellenza che non vuole essere solo raccontata, ma trasmessa a quanti, italiani e stranieri, visitano  la Tuscia. Particolare non trascurabile, la Guida indica anche dove questi prodotti possono essere trovati, degustati e acquistati rispondendo a quella esigenza fondamentale.   Promuovere i prodotti della Tuscia significa soprattutto promuovere i territori, perché ogni singola tipicità è indissolubilmente legata ad un ambiente di produzione. Il prodotto, quindi diventa esso stesso mezzo di divulgazione attraverso il quale presentare e far conoscere le caratteristiche culturali, storiche e paesaggistiche del Viterbese.

Quando si parla di  Centri storici, come  patrimonio da t

Piazza Umberto I a Bassano Romano
Piazza Umberto I a Bassano Romano

utelare e valorizzare  non si può prescindere dal collegamento tra Agricoltura, Ambiente e Paesaggio, che  dovrà essere concretamente declinato come tutela delle peculiarità della Tuscia, nella sua  varietà di unicità ambientali: i turismi di qualità.

Dal mare ai laghi,  dalle colline  alla valle del Tevere, dall’archeologia ai luoghi suggestivi, di valore religioso e storico-ambientale che attraversano praticamente tutti i periodi storici, con testimonianze architettonico-monumentali e artistiche che spaziano dagli Etruschi e Romani, al Medioevo,  sino al Rinascimento e all’archeologia  agricolo-industriale di interessanti siti della produzione, delle reti viarie, dei trasporti e delle dimore storiche, realizzati  dal XVII al XX secolo.   Tutto questo patrimonio è a disposizione di privati, volontariato e  istituzioni  per coniugare la tradizione di mestieri con il lavoro agricolo,  artigianale e picccolo-industriale, con le eccellenze delle tipicità enogastronomiche e  la presenza agrituristica e termale, l’innovazione e la ricerca dell’Università della Tuscia,  i Turismi di qualità.

Come più volte sottolineato, occorre lavorare per un migliore  sistema infrastrutturale  per non   perdere la possibilità di sfruttare utilmente le grandi risorse di cui dispone, le bellezze storico-ambientali, la vocazione agricola e gli impianti termali. 

Gli operatori economici, turistici e della ricettività ristorativo-alberghiera da tempo richiedono una infrastruttura immateriale adeguata, una rete tecnologica a banda larga che renda il territorio attrattivo e globalmente connesso.  Sul fronte del patrimonio artistico- culturale le amministrazioni comunali  dovranno  attuare azioni di rigenerazione e rinnovamento, per aumentare l’attrattività dei centri storici,  anche attraverso  l’attuazione di un processo di propagazione del polo universitario (Università diffusa), sulla base di un’esperienza positiva già realizzata in altre aree.