NewTuscia – PERUGIA – Il caro gasolio torna a preoccupare il sistema economico regionale. A risentirne non sono soltanto le aziende agricole, già alle prese con l’aumento dei costi di produzione, delle lavorazioni e dei trasporti, ma anche l’intera filiera turistica, che rischia di subire una battuta d’arresto proprio dopo i segnali incoraggianti arrivati nella prima parte dell’anno.
L’Umbria, che ha mostrato una buona capacità di attrazione turistica, potrebbe essere particolarmente esposta alle conseguenze dei rincari. La regione è infatti una destinazione fortemente legata al turismo di prossimità, ai viaggi in automobile, ai borghi, alle aree rurali e alle strutture agrituristiche diffuse sul territorio.
“Non possiamo sottovalutare le conseguenze dell’aumento dei carburanti – sottolinea Matteo Pennacchi, presidente Confagricoltura Umbria – perché il problema non riguarda esclusivamente chi utilizza il gasolio per lavorare, ma anche chi deve spostarsi per raggiungere le nostre strutture ricettive. Se viaggiare costa di più, le famiglie rischiano di ridurre le vacanze, accorciare i soggiorni o rinunciare del tutto a partire. Un fenomeno che potrebbe colpire soprattutto le destinazioni raggiungibili prevalentemente in automobile, come molte località umbre”.
A preoccupare è soprattutto il rischio di interrompere una fase positiva. I primi mesi dell’anno hanno restituito segnali incoraggianti anche per il turismo regionale, alimentando aspettative favorevoli per le imprese dell’accoglienza e per gli agriturismi. Oggi, però, il nuovo peso dei costi energetici e dei trasporti rischia di modificare le scelte dei visitatori e di ridurre la capacità di spesa delle famiglie.
“Il rischio è quello di un doppio effetto negativo – afferma Matteo Martelloni, presidente Agriturist Umbria – da una parte aumentano i costi di gestione delle aziende agricole e agrituristiche, dall’altra diminuisce il potere d’acquisto dei turisti, che devono destinare una quota maggiore del proprio budget agli spostamenti. Sarebbe un grave errore disperdere quanto di positivo è stato costruito nei primi mesi dell’anno – prosegue Martelloni – L’Umbria ha tutte le caratteristiche per continuare a crescere sul piano turistico, grazie al suo patrimonio paesaggistico, enogastronomico, culturale e rurale. Ma questa crescita non può essere data per scontata se i costi per raggiungere il territorio diventano sempre più elevati”.
Confagricoltura Umbria e Agriturist Umbria richiamano quindi l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di affrontare il caro carburanti con misure concrete, capaci di sostenere la competitività delle imprese.
“Particolare attenzione deve essere riservata al sistema agrituristico – conclude Matteo Martelloni – che rappresenta un presidio economico e sociale fondamentale per il territorio, contribuendo alla valorizzazione delle produzioni agricole, alla tutela del paesaggio e alla vitalità dei piccoli centri”.














