NewTuscia – ROMA – Si è concluso a Roma l’incontro tra i vertici Stellantis e le organizzazioni sindacali per fare il punto sul piano industriale, sugli investimenti e sulle prospettive degli stabilimenti italiani. L’azienda ha confermato che non sono previste chiusure di stabilimenti in Italia, illustrando gli aggiornamenti sulle assegnazioni dei modelli e sulla programmazione produttiva. A Melfi è confermata la nuova Alfa Romeo, con produzione prevista dal terzo quadrimestre 2027. A Pomigliano proseguirà la produzione di due modelli e-car, mentre a Pratola Serra è previsto lo sviluppo di un nuovo motore diesel mild hybrid per veicoli commerciali.
Restano le principali criticità per Termoli e Cassino. A Termoli, oltre ai cambi DCT, non sono previsti al momento nuovi prodotti. UGL Metalmeccanici chiede nuove assegnazioni di motori e investimenti per garantire un futuro industriale al sito. Per Cassino, Stellantis ha annunciato che le valutazioni sono ancora in corso e che entro fine anno sarà presentato un piano dedicato.
Per Mirafiori è stata richiesta una seconda vettura, sulla quale l’azienda sta effettuando le proprie valutazioni. Confermate, inoltre, le attività di Teksid Carmagnola e Meccaniche Verrone, mentre per Sevel Atessa sono stati richiamati investimenti e nuovi modelli.
«La continuità produttiva deve tradursi in impegni concreti, nuovi modelli e investimenti, soprattutto per Termoli e Cassino. Servono prospettive certe e una strategia industriale di lungo periodo a tutela dell’occupazione», ha dichiarato Antonio Spera, Segretario Generale UGL Metalmeccanici.
Nel confronto sono stati affrontati anche il tema della neutralità tecnologica e il costo dell’energia, che penalizza la competitività degli stabilimenti italiani. Sul fronte occupazionale, per il 2026 è stimata una riduzione del 30% della cassa integrazione rispetto al 2025. Tra il 2025 e il 2026 sono state, inoltre, effettuate circa 1.000 assunzioni a tempo indeterminato.
«Continueremo a seguire con attenzione l’evoluzione del piano industriale, chiedendo risposte verificabili, investimenti adeguati e nuove assegnazioni per rafforzare la produzione in Italia e tutelare il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori», ha concluso Spera.














