NewTuscia – CIVITA CASTELLANA – Con il progetto “Museum: un ciclo”, la Direzione regionale Musei nazionali Lazio e il Festival Quartieri dell’Arte collaborano per portare in scena Lycurgus, una nuova scrittura di Marco Curci ispirata ai frammenti dell’omonima tragedia di Gneo Nevio.

Lo spettacolo andrà in scena il 17, 18, 24 e 25 ottobre, alle ore 17.00, presso il Museo archeologico nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo di Civita Castellana.

Si tratta di una performance che intreccia teatro, musica elettronica e dj set dal vivo, nella quale la parola scenica dialoga con le sonorità create da Francesco Ippolito (FRNZ) e Andrea Crocicchia e con le musiche originali di Giulio Casa. Al centro della scena, l’interpretazione di Fabio Rossi restituisce nuova voce ai frammenti della tragedia di Nevio.

Composto da Gneo Nevio nel III secolo a.C., il Lycurgus (o Lucurgus) è una fabula cothurnata, ossia una tragedia latina di ambientazione greca. Considerata una delle testimonianze più significative del teatro tragico latino arcaico, l’opera è nota attraverso circa ventiquattro frammenti che permettono di ricostruirne alcuni episodi fondamentali e di cogliere il nucleo del conflitto drammatico, pur senza consentire una ricostruzione integrale del testo.

Protagonista dell’opera è Licurgo, mitico re degli Edoni in Tracia, che si oppone all’introduzione del culto di Dioniso, chiamato Libero nella tragedia neviana. Nel tentativo di reprimere il dio, i suoi seguaci e i rituali bacchici, il sovrano innesca uno scontro destinato a condurlo alla rovina. Il conflitto tra autorità e libertà, tra ordine istituzionale e impulso individuale, costituisce il centro tematico dell’opera antica e trova nuova forza nella rilettura contemporanea di Marco Curci.

Nella sua riscrittura, infatti, i frammenti di Nevio si intrecciano a una drammaturgia originale che attinge a molteplici materiali della cultura latina e del mondo antico. Licurgo si rivolge al padre in un intenso monologo che diventa riflessione sulla libertà individuale incarnata dai culti dionisiaci e sul ruolo delle istituzioni come custodi delle leggi, delle consuetudini e del buon costume. L’opera si configura così come una meditazione sul rapporto tra individuo e potere, tra trasformazione sociale e resistenza al cambiamento, temi che continuano a interrogare il presente.

Marco Curci fonde in questo progetto la propria esperienza di attore e drammaturgo con una profonda passione per il teatro classico, restituendo ai frammenti antichi una nuova vitalità scenica. La dimensione performativa è ulteriormente amplificata dal dialogo con la musica elettronica dal vivo di Francesco Ippolito e Andrea Crocicchia, e dalle composizioni originali di Giulio Casa, che accompagnano il monologo interpretato da Fabio Rossi in una proposta artistica capace di coniugare tradizione e linguaggi contemporanei.

L’appuntamento con Lycurgus rappresenta il secondo capitolo del progetto “Museum: un ciclo”, promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio in collaborazione con il Festival Quartieri dell’Arte per valorizzare, attraverso lo spettacolo dal vivo, il patrimonio e la memoria culturale dei luoghi della cultura del territorio. Dopo l’avvio del progetto presso il Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz con Le quattro morti di Pier Paolo Pasolini, il percorso prosegue nel Museo archeologico nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo, creando un dialogo tra il linguaggio teatrale contemporaneo e la storia del sito che lo ospita.

Le iniziative di Museum: un ciclo, concepite in relazione alle caratteristiche storiche e identitarie dei luoghi coinvolti, intendono favorire nuove occasioni di conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale attraverso il confronto con i linguaggi contemporanei dello spettacolo.

Il progetto è realizzato nell’ambito del bando della Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura “Valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo svolte negli istituti e luoghi della cultura e da parte di soggetti giuridici creati o partecipati dal Ministero della Cultura che si occupano di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale – anno 2026”.

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