NewTuscia – ROMA – “Se la Caritas di Roma chiudesse domani le sue porte, cosa risponderebbe il governo Meloni alle migliaia di persone che oggi vi trovano un sostegno? Le manderebbe a Palazzo Chigi?

Il bilancio 2025 della Caritas romana parla di circa 60mila persone assistite, oltre 310mila pasti distribuiti e più di 17mila prestazioni sanitarie. Numeri che raccontano quanto il volontariato sia diventato indispensabile per rispondere a bisogni che dovrebbero trovare una tutela anche nelle politiche pubbliche.

Il governo ha sostituito il Reddito di cittadinanza con misure più selettive, lasciando senza una protezione equivalente una parte delle persone in difficoltà. Intanto, salari insufficienti, precarietà e costo degli affitti continuano ad alimentare il disagio sociale.
Comuni e Regioni, con risorse limitate, non possono affrontare da soli una questione di queste dimensioni. La responsabilità di finanziare adeguatamente il contrasto alla povertà è innanzitutto nazionale.

La Caritas merita riconoscenza. Ma il governo non può limitarsi a ringraziare chi ogni giorno cerca di colmare le lacune delle politiche sociali.

La beneficenza è una scelta generosa. Garantire i diritti sociali è un dovere dello Stato. E nessun governo dovrebbe confondere le due cose”.

Lo dichiara Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista e segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea.