«Il valore del progetto – spiega Zelli – sta nella scelta di sostenere la permanenza dell’anziano nel proprio ambiente di vita, evitando che la non autosufficienza comporti automaticamente l’istituzionalizzazione. Attraverso l’assistenza domiciliare, gli ausili e le soluzioni domotiche, è stato possibile costruire percorsi personalizzati, capaci di rispondere alle esigenze delle persone e delle loro famiglie. Questa esperienza dimostra che l’integrazione tra servizi sociali, assistenza sanitaria, tecnologia e prossimità può produrre risultati concreti. Prendersi cura degli anziani a casa significa tutelarne la dignità, rafforzare l’autonomia e sostenere anche i familiari che ogni giorno affrontano il carico dell’assistenza».
Zelli (FdI): “A Vetralla un modello concreto di assistenza domiciliare con ‘La casa ti assiste'”

NewTuscia – VETRALLA – «Il bilancio del progetto “La Casa ti Assiste” restituisce un risultato importante per Vetralla, per il Distretto socio-sanitario VT4 e per tutto il territorio coinvolto. Grazie a un investimento di circa 990 mila euro, sono stati assistiti 115 anziani non autosufficienti, superando il target iniziale di 100 beneficiari, con oltre 11mila ore di assistenza domiciliare e interventi dedicati all’autonomia e alla sicurezza nelle abitazioni». Lo dichiara Giulio Menegali Zelli Iacobuzi, consigliere comunale con delega ai Servizi sociali e Pubblica istruzione del Comune di Vetralla.
«Desidero ringraziare – prosegue – il Comune di Vetralla, quale ente capofila del Distretto VT4, il Consorzio T.I.N.E.R.I., gli operatori, le famiglie e tutti i soggetti che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. “La Casa ti Assiste” rappresenta un modello da consolidare e, dove possibile, da replicare, perché dimostra che il welfare più efficace è quello che arriva direttamente nelle case e accanto alle persone. Come Regione Lazio – conclude il consigliere – continueremo a sostenere politiche sociali fondate sulla prossimità, sull’inclusione e sull’integrazione tra servizi. L’obiettivo deve essere quello di costruire una rete sempre più forte, capace di accompagnare gli anziani e le persone fragili senza separarli dai loro affetti, dalle loro abitudini e dalle loro comunità».













