NewTuscia – Viterbo, 5 ottobre 2026 – In merito agli articoli di stampa apparsi in data odierna relativi a presunti maltrattamenti all’interno della Casa Circondariale “NICANDRO IZZO” di Viterbo, la segreteria sindacale del FSA CNPP-SPP interviene con fermezza per tutelare l’onorabilità e la professionalità del corpo di Polizia Penitenziaria.
Assistiamo ancora una volta al consolidarsi di un processo mediatico parallelo, alimentato da denunce unilaterali e ricostruzioni giornalistiche prive di qualsiasi riscontro oggettivo. Il sindacato ricorda che le ipotesi investigative e le dichiarazioni dei familiari non costituiscono in alcun modo una prova di colpevolezza. In assenza di referti medici inattaccabili e di sentenze definitive, ogni accusa formulata contro le donne e gli uomini in divisa resta una mera congettura.
I precedenti richiamati dagli organi di stampa, per i quali i successivi gradi di giudizio non hanno accertato responsabilità penali a carico del personale, dimostrano quanto sia rischioso cedere a facili allarmismi. Chiunque accusi ingiustamente i servitori dello Stato si assume la responsabilità delle proprie parole: qualora queste denunce si rivelassero infondate, non esiteremo a chiedere la tutela delle sedi opportune contro ogni forma di calunnia.
Il FSA CNPP-SPP esprime piena solidarietà al personale del reparto di Viterbo, quotidianamente impegnato nella complessa gestione dell’istituto in condizioni di estrema emergenza. Si ricorda che il reparto opera sotto una pressione insostenibile, aggravata da una cronica carenza di organico che supera le cento unità operative, costringendo gli agenti a turni massacranti per garantire la sicurezza all’interno di una struttura pesantemente sovraffollata.
Il sindacato confida che il DAP e il PRAP assumano immediate iniziative a tutela del personale sottoposto a continue ipotesi giornalistiche infondate.















