NewTuscia – VITERBO – Il Villaggio Europeo, allestito per la Half Marathon Città dei Papi, ieri mattina si è trasformato in un punto di incontro tra sport, ricerca e impegno civile.

Il convegno “Cuore, corpo, Comunità: lo sport come forza per il futuro europeo”, promosso dal CIP Lazio, ha riunito medici, ricercatori, istituzioni e atleti in un dialogo intenso sul valore dello sport paralimpico come motore di salute, innovazione e inclusione.

La Vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il delegato CIP Lazio Marco Pallucca, il presidente regionale Giuseppe Andreana e il dott. Daniele Martina, direttore della sede INAIL di Viterbo hanno aperto i lavori, sottolineando la necessità di investire in una cultura sportiva capace di accogliere tutte e tutti.

⏭️Le radici del movimento paralimpico e la forza della ricerca

Il dott. Roberto Ferrara, ufficiale medico dell’Esercito e specialista in medicina dello sport, ha ripercorso la storia del movimento paralimpico, ricordando la visione di Sir Ludwig Guttmann e il ruolo decisivo del prof. Antonio Maglio.

Ferrara ha evidenziato come lo sport paralimpico sia oggi un vero laboratorio di ricerca avanzata: biomeccanica, tecnologia, adattamenti neurologici, fisiologia estrema. Un campo dove scienza e determinazione si incontrano per ampliare i confini della performance e del benessere.

⏭️Protesi sportive: quando la tecnologia sostiene il talento.

Il dott. Gabriele Russo, ricercatore in scienze dell’esercizio fisico e dello sport dell’Università della Tuscia e il prof. Marco Barbanera del Dipartimento DEIM dell’Università della Tuscia hanno illustrato l’evoluzione delle protesi sportive, in particolare delle running-specific prostheses, mostrando come la ricerca stia contribuendo a migliorare sicurezza, funzionalità e qualità della prestazione degli atleti paralimpici.
Un settore in continua crescita, che dimostra quanto l’innovazione possa essere alleata dell’inclusione.

⏭️Tolleranza zero verso discriminazioni, molestie e violenze nello sport.
A seguire l’intervento dell’avvocata Annunziata Staffieri, Capo Processo dell’Ispettorato del Lavoro di Viterbo, Consigliera di Fiducia e Safeguarding Officer che messo in luce le numerose barriere che le atlete e gli atleti paralimpici incontrano nel mondo dello sport, ricordando i poteri ispettivi in materia di prevenzione e contrasto alle discriminazioni nel lavoro sportivo.

L’avv.ta Staffieri ha messo in evidenza come tutte le figure dello sport devono cooperare tra di loro per garantire spazi sicuri, rispettosi e inclusivi.
Luoghi dove ogni persona possa esprimere il proprio talento senza paura, senza ostacoli e senza violenze.
Un messaggio forte, che ha trovato piena sintonia con la missione del movimento paralimpico.

Le testimonianze degli atleti: la forza delle storie
La dott.ssa Maria Ciciriello dell’INAIL di Viterbo ha coordinato le testimonianze degli atleti paralimpici, che hanno portato al centro del convegno la loro esperienza diretta.
Racconti di cadute e ripartenze, di allenamenti duri e di traguardi conquistati, di fragilità trasformate in forza.
Storie che hanno ricordato a tutti che lo sport non è solo competizione: è identità, riscatto, comunità.

Un impegno che guarda avanti
La giornata si è conclusa con una consapevolezza condivisa: investire nello sport paralimpico significa investire nel futuro.
Significa costruire infrastrutture accessibili, promuovere progetti inclusivi, sostenere la ricerca e garantire ambienti sicuri per tutte e tutti.

Il Villaggio Europeo, per un giorno, ha mostrato il volto più autentico dello sport: un luogo dove la dignità, la comunità e la possibilità diventano realtà.