NewTuscia – ROMA – «Dalla notte del 19 settembre, nel cantiere dell’inceneritore di Santa Palomba, si starebbero svolgendo operazioni di isolamento, insacchettamento e movimentazione di materiali che sembrerebbero contenere amianto. Dalle immagini diffuse, le operazioni sembrerebbero effettuate nelle ore notturne, con scarsa visibilità e attraverso l’utilizzo di escavatori. In alcuni momenti si osserva inoltre la formazione di nubi di pulviscolo».
Lo dichiara la consigliera regionale Alessandra Zeppieri, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta e ha effettuato un accesso agli atti presso lo SPreSAL della ASL Roma 1.
«Non spetta a noi stabilire, sulla base delle immagini, se quei materiali contengano effettivamente amianto o se le modalità di isolamento e movimentazione siano conformi alle procedure. Spetta agli organismi competenti verificarlo e servono però da loro risposte chiare e documentate.
Se la presenza di amianto fosse confermata, bisognerà verificare con particolare attenzione le modalità di trattamento e movimentazione del materiale, accertando il rispetto delle procedure e l’adozione di tutte le misure necessarie a evitare la dispersione di fibre e a tutelare chi lavora nel cantiere.
Per questo ho richiesto l’accesso agli atti dello SPreSAL, per verificare gli adempimenti previsti per la rimozione: dalla presenza di una ditta specializzata alle comunicazioni e al piano di lavoro, fino alle misure di sicurezza e ai controlli effettuati.
Le preoccupazioni sollevate dall’Unione dei Comitati sono serie e urgenti. Di fronte a immagini che hanno sollevato interrogativi sulla sicurezza e sulla possibile presenza di amianto, è necessario che gli enti competenti forniscano risposte pubbliche e facciano chiarezza.
Non si tratta di fare processi sommari né di attribuire responsabilità a priori, ma di garantire salute e sicurezza. Se esiste anche soltanto il sospetto della presenza di materiali contenenti amianto, bisogna verificare immediatamente che ogni operazione sia stata eseguita secondo le procedure e che nessuna lavoratrice, nessun lavoratore o persona che vive nell’area sia stata esposta a un rischio evitabile.
Il tema oltretutto non si esaurisce con la rimozione. Se la presenza di amianto fosse confermata, servono garanzie sulla completa bonifica dell’area e verifiche che escludano eventuali contaminazioni delle zone circostanti, tutelando anche chi lavorerà successivamente nel cantiere. La sicurezza deve essere garantita anche dopo la rimozione.
C’è poi un ulteriore elemento da approfondire: nell’ambito delle indagini ambientali effettuate durante l’iter del progetto la presenza di amianto, che sembrerebbe emergere oggi, non risulterebbe segnalata in questi termini. Se il dato fosse confermato, riteniamo necessario che ARPA valuti nuovi e più approfonditi accertamenti, anche sull’area circostante.
Per questo chiedo risposte pubbliche, documentate e verificabili. Voglio sapere se le procedure siano state rispettate, quali controlli siano stati effettuati e quali garanzie siano previste per la bonifica e la sicurezza futura del sito. Se tutto è stato fatto correttamente, sarà possibile dimostrarlo attraverso gli atti e gli accertamenti degli organismi competenti. Se invece dovessero emergere criticità, bisognerà intervenire immediatamente. Su amianto, salute e sicurezza non possono esserci scorciatoie né zone d’ombra».
















