“La qualità dell’aria è una priorità sanitaria ed economica”.L’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile nell’audizione al Senato sullo schema di recepimento della Direttiva Europea.
La qualità dell’aria non è solo questione ambientale, incide direttamente sulla competitività del sistema economico
Stefano Stefanini
NewTuscia – ROMA – Il recepimento della nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria (Direttiva 2024/2881) è considerato dall’ASviS un passaggio cruciale per l’Italia, anche se appaiono necessarie regole più ambiziose e una governance rafforzata.
L’Alleanza sottolinea l’urgenza di allinearsi ai target dell’ Organizzazione Mondiale della Sanita’, integrare la Valutazione di Impatto Sanitario e sostenere le aree più svantaggiate.
Andrea Ferrazzi, responsabile delle relazioni istituzionali dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile ha condotto oggi 16 settembre l’audizione in Senato sullo schema di Decreto di recepimento della Direttiva Europea.
“Il recepimento della direttiva europea costituisce un’occasione fondamentale per rafforzare la tutela della salute e dell’ambiente, in coerenza con i principi costituzionali introdotti nel 2022”, ha osservato Ferrazzi, richiamando gli articoli 9 e 41 della Costituzione, che di fatto rendono la qualità dell’aria un obiettivo trasversale delle politiche pubbliche.
Nell’analisi effettuata lo schema di decreto introduce nuovi strumenti di pianificazione, tra cui l’obbligo di adottare tabelle di marcia per le aree a rischio di superamento dei limiti di qualita’ dell’Aria entro il 2030, e definisce i criteri per la rete dei cosiddetti “supersiti” di monitoraggio, destinati a migliorare la qualità e l’affidabilità dei dati. Viene inoltre rafforzato il ricorso a modelli atmosferici per supportare la valutazione delle concentrazioni di inquinanti.
Tuttavia, l’analisi di conformità evidenzia alcuni elementi di criticità. In particolare, lo schema nazionale prevede una riduzione del numero di punti di campionamento fino al 25% in determinate condizioni, rispetto al 50% consentito dalla direttiva europea, e limita l’attuazione delle disposizioni relative al diritto al risarcimento per danni alla salute.
Come riferito da Ivan Manzo sul sito ASviS “È importante garantire una piena coerenza con il quadro europeo, soprattutto per quanto riguarda la tutela effettiva dei cittadini”, ha sottolineato Ferrazzi.
Un elemento valutato positivamente riguarda invece l’introduzione di una disciplina specifica per la qualità dell’aria negli ambienti chiusi, come scuole, uffici e strutture sanitarie, ambito non coperto direttamente dalla normativa europea. Nel corso dell’audizione, l’ASviS ha richiamato anche il divario tra i limiti europei al 2030 e le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Per il PM2,5,(Polveri sottili) la direttiva fissa un limite annuale di 10 microgrammi per metro cubo, mentre l’Oms raccomanda una soglia di 5 microgrammi. “Le amministrazioni dovrebbero assumere progressivamente i parametri Oms come riferimento di lungo periodo, in coerenza con l’obiettivo di inquinamento zero al 2050”, ha proposto Ferrazzi.
Secondo le stime riportate nel corso dell’audizione, a livello globale l’esposizione agli inquinanti atmosferici causa circa 6,6 milioni di decessi prematuri l’anno, mentre in Italia si registrano oltre 40mila morti premature attribuibili al solo PM2,5 (Polveri sottili).
Nel 2025, città come Palermo, Milano e Napoli hanno superato per decine di giorni i limiti di qualità dell’aria.
Un’analisi Ocse basata su oltre 2,5 milioni di imprese europee mostra che un aumento di 1 microgrammo per metro cubo di PM2,5 è associato a una riduzione dello 0,55% della produttività del lavoro.
“La qualità dell’aria non è solo una questione ambientale, ma una variabile che incide direttamente sulla competitività del sistema economico”, ha osservato Ferrazzi.
Nel complesso, l’inquinamento atmosferico comporta costi stimati in circa 600 miliardi di euro l’anno per i Paesi dell’Unione europea, pari al 4% del Pil. Una cifra che include anche la perdita di ore lavorative legata alle malattie correlate all’inquinamento.















