Il 17 settembre 2026, alle 18.30, al Vincanto Wine Bar di Tarquinia, un incontro dedicato ai commerci e alle rotte del vino nell’antico Mediterraneo
NewTuscia – TARQUINIA – Un viaggio alla scoperta del vino etrusco e dei suoi legami storici e commerciali con la Magna Grecia e la Sicilia. È il tema dell’incontro patrocinato dalla Società Tarquiniense d’Arte e Storia (STAS), in programma il 17 settembre 2026 alle ore 18.30, presso il Vincanto Wine Bar, in piazza San Martino, a Tarquinia. Al centro della conferenza (ingresso libero) sarà la scoperta di alcune anfore vinarie di tipo etrusco-campano, databili al VI secolo a.C., rinvenute nell’antica città greca di Camarina, nella Sicilia meridionale. La loro presenza rappresenta una significativa testimonianza dell’esportazione del vino prodotto nell’Italia tirrenica verso la Sicilia in età arcaica.
Le anfore, successivamente riutilizzate nella necropoli di Camarina per le sepolture degli infanti, presentano caratteristiche simili a quelle prodotte a Ischia, riconducibili al tipo B della classificazione Buchner. La loro funzione potrebbe essere stata legata al trasporto e alla commercializzazione del vino Amineo. Ulteriori testimonianze provengono dal rinvenimento di altre anfore etrusco-campane a bordo di una nave commerciale naufragata nelle acque di Camarina. Questi ritrovamenti pongono importanti questioni riguardo alla composizione dei carichi, alle dinamiche degli scambi e ai protagonisti del commercio marittimo in età arcaica nell’area tirrenica.
A introdurre l’incontro sarà il giornalista Stefano Tienforti. Interverranno l’archeologa Alessandra Sileoni, presidente della STAS, il docente di archeologia Maurizio Paoletti e Giovanni Di Stefano. Dirigente tecnico archeologo della Regione Siciliana Di Stefano è direttore del Museo Regionale e del Parco Archeologico di Camarina e Cava d’Ispica. Docente di Archeologia del Mediterraneo Tardoantico presso le Università della Calabria e Roma Tor Vergata, ha diretto importanti missioni archeologiche in Sicilia, Cartagine, Malta e Roma. È membro del Consiglio scientifico della Scuola Archeologica Italiana di Cartagine. L’appuntamento offrirà dunque l’occasione per approfondire, attraverso i dati archeologici, il ruolo del vino negli scambi commerciali del Mediterraneo antico e i rapporti tra Etruria, Magna Grecia e Sicilia.


















