Dalla ricerca storica all’utilizzo o il porto delle repliche di armi, dalla sicurezza degli eventi alla gestione promozionale e all’educazione delle scuole. Le dichiarazioni di Antonio Tempesta Associazione Rievocazioni Storiche del Lazio
Stefano Stefanini
NewTuscia – ORTE – Orte conclude questo fine settimana l’Ottava di rievocazioni storiche in onore del suo patrono Sant’Egidio.
Dal novembre 2024 è entrata in vigore la legge nazionale sulle rievocazioni storiche, per cui sono state determinanti le associazioni delle rievocazioni storiche di Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria.
“La Repubblica riconosce le rievocazioni storiche quali componenti fondamentali del patrimonio culturale, nonché elemento qualificante per la formazione e per la crescita socio-culturale della comunità nazionale”.
Recita così l’articolo 1 della legge numero 152 del 7 ottobre 2024 sulle “Disposizioni in materia di manifestazioni di rievocazione storica e delega al Governo per l’adozione di norme per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale”, meglio nota come legge sulle rievocazioni storiche, auspicata e fortemente voluta da lungo tempo dagli addetti ai lavori e finalmente divenuta realtà.
“È con immenso orgoglio e soddisfazione – commentano i presidenti delle suddette associazioni, tra cui Antonio Tempesta per il Lazio – che dopo tanti anni abbiamo una legge nazionale ad hoc sulle Rievocazioni storiche. Un traguardo storico che abbiamo cercato e sostenuto con determinazione e contributo di idee. Grazie all’impegno congiunto e alla memoria presentata dalle nostre associazioni abbiamo contribuito a definire un quadro normativo che riconosce e valorizza il ruolo delle manifestazioni di rievocazione storica nel patrimonio culturale e sociale del nostro Paese”.
Queste realtà sono le seguenti: Associazione Umbra Rievocazioni Storiche (Carlo Paolocci), Associazione Emilia-Romagna Rievocazioni Storiche (Giannantonio Braghiroli) – entrambe presenti in aula durante i lavori e al momento della votazione – Comitato Storico della Regione Toscana (Roberta Benini), Associazione Rievocazioni Storiche del Lazio (Antonio Tempesta), Associazione Marchigiana Rievocazioni Storiche (Andrea Monteriù).
“Le nostre continue interlocuzioni – hanno sottolineato – con gli onorevoli Virginio Caparvi e Federico Mollicone, promotori della proposta in prima istanza presentata da Caparvi e poi unificata con la successiva presentata da Mollicone, hanno permesso di inserire nel testo legislativo i contributi, le istanze e i suggerimenti da noi proposti, per dare la giusta importanza e il dovuto riconoscimento legislativo al patrimonio culturale immateriale che rappresentano le rievocazioni storiche, oltre al ruolo che esse svolgono nella formazione, nella crescita socio- culturale e turistico-economica della nostra comunità nazionale”.
Si tratta di un passaggio fondamentale per una materia che abbraccia in modo trasversale ambiti interdisciplinari i quali spaziano, solo per fare qualche esempio, da aspetti culturali, quali la ricerca storica a discipline tecniche quali l’utilizzo o il porto delle repliche di armi, fino alla sicurezza degli eventi, alla gestione promozionale o, ancora, all’educazione delle scuole.
Le Associazioni rievocazioni storiche Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana Umbria, attraverso i loro responsabili: “Esprimiamo la nostra più profonda gratitudine agli onorevoli Caparvi e Mollicone e ai loro staff per aver ascoltato attentamente le nostre voci, fatti propri molti dei nostri suggerimenti e per aver lavorato incessantemente per la piena realizzazione di questo provvedimento, dando atto e riconoscendo il valore immenso che le rievocazioni storiche apportano alla cultura e all’identità dell’Italia. Questo è un momento storico per tutti noi che viviamo la passione per la storia, la cultura e la bellezza dei nostri territori di cui le rievocazioni storiche sono concreta testimonianza. Continueremo a lavorare con dedizione per promuovere e arricchire il patrimonio culturale del nostro Paese, consapevoli del sostegno e della fiducia che questo Governo prima e il Parlamento italiano poi ha riposto nelle nostre comunità”.


















