NewTuscia – Il gaming online con vincite in denaro è uno dei settori digitali più regolamentati in Italia. Dietro un sito di scommesse, poker, bingo o giochi da casinò autorizzato non c’è infatti soltanto una piattaforma tecnologica, ma un articolato sistema di concessioni pubbliche, verifiche sull’identità degli utenti, controlli sui flussi finanziari e obblighi legati alla tutela dei giocatori.
Nel linguaggio quotidiano si parla spesso di “licenza di gioco”, ma nel modello italiano il riferimento fondamentale è la concessione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). Il principio alla base del sistema è quello della riserva statale: l’offerta a distanza di giochi con vincite in denaro può essere esercitata soltanto nelle forme stabilite dalla legge e da soggetti autorizzati dallo Stato. ADM ricorda infatti che, per i giochi consentiti, l’offerta è subordinata al possesso di una concessione, autorizzazione o altro titolo previsto dall’ordinamento.
La concessione ADM è il punto di partenza
Per capire il funzionamento del mercato italiano bisogna partire dalla differenza tra un normale sito internet e un operatore autorizzato a raccogliere giochi di slot online con licenza. Non è sufficiente possedere una società, sviluppare una piattaforma o disporre di una licenza rilasciata da un’autorità estera. Per rivolgersi legalmente al mercato italiano occorre rientrare nel sistema concessorio nazionale.
Il quadro è stato profondamente aggiornato dal decreto legislativo n. 41 del 2024, con il quale è iniziato il riordino della disciplina dei giochi pubblici partendo proprio dal comparto a distanza. La normativa comprende, tra le attività che possono essere offerte attraverso specifici titoli concessori, le scommesse sportive e ippiche, i concorsi pronostici, i giochi di abilità, i giochi di carte, i giochi di sorte a quota fissa, il bingo e altre categorie disciplinate dalla legge.
Le concessioni vengono attribuite attraverso procedure pubbliche gestite da ADM. Il nuovo impianto prevede una durata massima di nove anni senza rinnovo automatico. Per ogni concessione è inoltre stabilito un corrispettivo una tantum di 7 milioni di euro, mentre un singolo gruppo societario può ottenere al massimo cinque concessioni.
Il nuovo ciclo concessorio non è rimasto soltanto sulla carta: ADM ha pubblicato la procedura di gara relativa alle concessioni per il gioco a distanza e nel settembre 2025 ne ha pubblicato il provvedimento di aggiudicazione. Sul portale dell’Agenzia è inoltre consultabile l’elenco aggiornato dei concessionari e dei relativi siti autorizzati.
I requisiti richiesti agli operatori
L’accesso al mercato è sottoposto a requisiti economici, societari e tecnologici particolarmente stringenti. Il concessionario deve avere una struttura societaria adeguata e, secondo il nuovo sistema, la società deve avere sede legale in uno Stato dello Spazio economico europeo.
La disciplina richiede inoltre esperienza pregressa nel settore e stabilisce, tra i requisiti, ricavi derivanti dall’attività di gestione e raccolta dei giochi pari ad almeno 3 milioni di euro complessivi negli ultimi due esercizi chiusi prima della domanda. Accanto alla capacità economica vengono valutati elementi quali solidità patrimoniale, sicurezza informatica, qualità delle infrastrutture, responsabilità sociale e politiche di gioco responsabile.
Anche l’infrastruttura tecnologica è sottoposta a precise condizioni: hardware, software e server dedicati alle attività oggetto della concessione devono trovarsi all’interno dello Spazio economico europeo. Il sito attraverso il quale viene offerto il servizio deve inoltre essere riconducibile in maniera trasparente al concessionario e riportare in modo visibile il numero identificativo della concessione e il marchio istituzionale ADM.
Questi elementi hanno anche una funzione pratica per l’utente. Quando si vuole capire se un operatore sia effettivamente autorizzato, non è sufficiente affidarsi alle dichiarazioni presenti sulla sua homepage: ADM mette a disposizione un elenco ufficiale dei concessionari e dei domini abilitati alla raccolta a distanza.
Il conto di gioco è un vero rapporto contrattuale
Una delle caratteristiche principali del sistema italiano è il ruolo del conto di gioco. Per partecipare al gaming a distanza con vincite in denaro deve esistere un contratto tra concessionario e giocatore. Non si tratta quindi di un semplice profilo registrato su un sito.
La normativa prevede che l’identità dell’utente venga verificata e che l’apertura del conto avvenga utilizzando un documento valido oppure strumenti di identificazione digitale riconosciuti. ADM è intervenuta ulteriormente sul tema nel 2025 con uno specifico provvedimento dedicato agli strumenti di identificazione digitale utilizzabili per l’apertura dei conti di gioco.
L’accesso al gioco con vincite in denaro è vietato ai minori e i concessionari hanno l’obbligo di impedire loro l’utilizzo delle piattaforme, rendendo inoltre chiaramente visibile il divieto negli ambienti virtuali.
Esistono poi precisi obblighi finanziari. Le somme depositate dagli utenti devono essere gestite attraverso conti dedicati e i movimenti devono essere tracciabili. La normativa antiriciclaggio impone inoltre agli operatori online procedure di identificazione e verifica dei clienti e la conservazione di informazioni relative, tra l’altro, alle operazioni sui conti di gioco e alle connessioni utilizzate per effettuarle.
La disciplina stabilisce anche tempi precisi per la disponibilità delle vincite e per i prelievi. Salvo le specifiche regole applicabili ai singoli giochi, le vincite devono essere contabilizzate tempestivamente; quando l’utente chiede di prelevare somme già accreditate sul conto, il trasferimento deve avvenire entro i termini previsti dalla normativa e attraverso strumenti che permettano la tracciabilità dei flussi.
Gioco responsabile, limiti e autoesclusione
La regolamentazione italiana non riguarda soltanto la legalità dell’operatore. Una parte sempre più rilevante delle norme è dedicata alla prevenzione dei comportamenti problematici.
Il decreto di riordino stabilisce che i concessionari mettano a disposizione strumenti di autolimitazione legati al tempo trascorso sulla piattaforma, alla spesa e alle perdite. Sono inoltre previste informazioni in tempo reale sui livelli di spesa, messaggi automatici durante le sessioni e contenuti dedicati alla prevenzione del gioco problematico.
Un ruolo centrale è svolto dall’autoesclusione. Attraverso il Registro Unico Autoesclusi gestito da ADM un utente può chiedere di essere escluso dal gioco a distanza. Il sistema consente diverse forme di protezione, comprese quelle che riguardano tutti i concessionari oppure specifici operatori o tipologie di gioco.
L’obiettivo è rendere la tutela parte integrante dell’architettura della piattaforma, anziché affidarla unicamente alla scelta del singolo consumatore. Il nuovo quadro normativo prevede infatti sistemi di monitoraggio del rischio e strumenti che consentano agli operatori di individuare comportamenti potenzialmente problematici, nel rispetto delle regole sulla protezione dei dati personali.
Pubblicità: in Italia vigono regole particolarmente restrittive
Un’altra peculiarità del mercato italiano riguarda la comunicazione commerciale. Il cosiddetto Decreto Dignità ha introdotto un ampio divieto relativo alla pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro.
Il divieto interessa numerosi mezzi di comunicazione: televisione, radio, stampa, affissioni, internet, social network e altre piattaforme digitali. AGCOM, che esercita competenze in materia, ha successivamente pubblicato linee guida per definire meglio il confine tra comunicazione informativa e comunicazione promozionale.
La distinzione non è sempre puramente formale. Nelle valutazioni dell’Autorità possono assumere importanza il linguaggio utilizzato, il contesto, la grafica e l’eventuale finalità promozionale del contenuto. Per questo la presenza online di un concessionario legale non significa automaticamente libertà di promuovere i propri giochi con le modalità tipiche di altri settori dell’e-commerce.
Resta invece possibile realizzare, nel perimetro previsto dalla normativa, attività informative e iniziative rivolte alla prevenzione dei rischi connessi al gioco. Lo stesso decreto di riordino impone ai concessionari di destinare annualmente una quota dei ricavi netti a campagne informative o iniziative di comunicazione responsabile, entro il limite stabilito dalla legge.
Cosa succede ai siti senza concessione
La differenza tra mercato regolamentato e mercato illegale emerge soprattutto nell’attività di contrasto ai siti privi di autorizzazione.
ADM, insieme agli altri soggetti istituzionali competenti, può intervenire sull’accessibilità delle piattaforme che offrono gioco senza una concessione italiana. Il decreto legislativo n. 41 prevede espressamente la formazione e l’aggiornamento di elenchi dei siti legali e di quelli ai quali viene inibito l’accesso perché riconducibili a un’offerta non autorizzata. Sono previste anche misure rivolte ai prestatori di servizi di pagamento, con l’obiettivo di impedire transazioni con operatori privi del necessario titolo concessorio.
È un aspetto importante perché la presenza di un sito sul web, magari accompagnata da un’autorizzazione ottenuta in un altro Paese, non equivale automaticamente all’autorizzazione a operare sul mercato italiano.
Un settore digitale, ma sottoposto a controllo pubblico
Il gaming online è diventato progressivamente più sofisticato dal punto di vista tecnologico, ma il principio su cui si basa il sistema italiano rimane sostanzialmente lo stesso: quando sono previste vincite in denaro, l’attività non può essere considerata un normale servizio digitale aperto a qualunque impresa.
Lo Stato mantiene il controllo sull’offerta attraverso il sistema delle concessioni, mentre ADM verifica gli operatori, disciplina le caratteristiche tecniche delle piattaforme e pubblica gli elenchi dei soggetti autorizzati. Al concessionario vengono richiesti requisiti economici e tecnologici significativi, ma anche obblighi diretti verso il giocatore: identificazione, sicurezza dei fondi, tracciabilità dei pagamenti, contrasto all’accesso dei minori, strumenti di autolimitazione e possibilità di autoesclusione.
Il risultato è un modello nel quale il concetto di “licenza” rappresenta soltanto una parte di un sistema molto più ampio. Per operare legalmente in Italia servono infatti concessione pubblica, infrastrutture conformi, controlli continuativi e rispetto di una disciplina che coinvolge contemporaneamente tecnologia, finanza, tutela del consumatore e comunicazione.
















