NewTuscia – ROMA – “Sorprende che due validi esponenti del centrosinistra regionale scoprano oggi la carenza impiantistica nel Lazio per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti”, dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Marika Rotondi. “E ancora di più stupisce che non sappiano che non è Regione Lazio che oggi gestisce direttamente impianti – continua Rotondi – ma imprenditori privati autorizzati, qui sì, dall’Ente regionale”.
La crisi del settore della plastica riciclabile è un fatto che sta coinvolgendo tutta l’Italia. Questo materiale ha oggi un costo maggiore rispetto alla plastica nuova asiatica e di conseguenza i produttori preferiscono in gran parte usare quella cosiddetta ‘vergine’ in arrivo da Paesi extra U.E.; questo ha messo in crisi tutto il sistema di gestione della plastica proveniente dalle raccolte differenziate comunali. In particolare, COREPLA non riesce più a garantire un flusso costante di svuotamento dei Centri di Selezione e Stoccaggio (nel Lazio sono soltanto tre: a Ceprano, Gallese e Pomezia), di fatto congestionando i Centri Comprensoriali dove scaricano le aziende che raccolgono gli imballaggi misti e in plastica per conto dei Comuni.
“In attesa che il Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica prepari le soluzioni della crisi a monte – prosegue Rotondi – Regione Lazio a valle sta operando per autorizzare l’unica soluzione attualmente possibile e auspicabile: lo stoccaggio provvisorio degli imballaggi in plastica raccolti dai cittadini e degli scarti di lavorazione. L’altra soluzione eventuale è quella non auspicabile della termovalorizzazione, così come sta accadendo da alcune settimane nelle regioni governate dal centrosinistra. Gli uffici regionali – conclude Rotondi – stanno per definire un iter autorizzativo per un importante impianto per lo stoccaggio provvisorio mentre un’altra istruttoria per un sito più grande è in procinto di essere presentata”.
















