NewTuscia – ROMA – “Da giorni Fratelli d’Italia e Il Tempo alimentano una campagna contro Spin Time, trasformando alcuni gazebo e temporanee modifiche alla viabilità in un caso politico. È un modo per spostare l’attenzione dalla vera emergenza: il diritto alla casa e il futuro di centinaia di persone costrette a lasciare l’immobile dopo l’incendio”.
Lo dichiara Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea del Partito della Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale del PRC.
“Se è legittimo che i residenti segnalino eventuali disagi, altra cosa è utilizzare questi problemi per costruire una campagna politica contro un’intera comunità, continuando a rappresentare Spin Time soltanto come un’occupazione abusiva e cancellando anni di mutualismo, servizi sociali, attività culturali e solidarietà.
Dopo l’incendio circa 400 persone hanno dovuto lasciare un luogo che non era soltanto una casa, ma anche un’esperienza sociale profondamente radicata nella città. Gli spazi esterni messi a disposizione per garantire la continuità delle attività di Spin Time rappresentano una risposta concreta a una situazione straordinaria e consentono di non disperdere servizi, relazioni e forme di mutualismo costruite negli anni. Trasformare questa scelta in un caso politico significa ignorare deliberatamente la vera questione: garantire il diritto all’abitare e salvaguardare un patrimonio sociale che appartiene alla città.
La destra tenta ancora una volta di trasformare un problema sociale in una questione di ordine pubblico e decoro. A Roma, però, l’emergenza non sono i gazebo: sono gli affitti insostenibili, gli sfratti, la carenza di edilizia residenziale pubblica e migliaia di immobili inutilizzati.
Chiediamo quindi a Roma Capitale di non arretrare sotto la pressione di questa campagna e di proseguire il confronto avviato, verificando fino in fondo la possibilità di acquisire l’immobile e garantendo comunque una soluzione stabile che tuteli insieme il diritto all’abitare e la continuità dell’esperienza sociale.
La domanda resta semplice: in una città attraversata da una grave emergenza abitativa, viene prima il diritto delle persone a vivere dignitosamente o la rendita immobiliare? È su questo che dovrebbe concentrarsi il dibattito pubblico”.
















