NewTuscia – VITERBO  – Oggi è il giorno. Il giorno del Trasporto della Macchina di Santa Rosa, quel momento che scandisce l’anno della città tra un prima e un dopo, che ogni viterbese vive con ogni gamma di sentimento ma mai con indifferenza. Quel momento in cui i facchini diventano eroi che stanno per compiere un’impresa impossibile per un essere umano, ma possibile per un sistema perfetto di cuori che battono dall’unisono.

C’è tanta emozione in città, in questi giorni: entusiasmo, voglia di esserci, sorrisi, commozione. Sarà che abbiamo metabolizzato i fatti dello scorso anno, che abbiamo toccato con mano quanto nulla sia scontato, quanto sia importante il lavoro di ognuno affinché tutto vada bene, sarà che tutti hanno davvero lavorato con responsabilità e sincerità per costruire un percorso condiviso sul serio e non di facciata, sarà che gli appuntamenti che ci hanno accompagnati in questa attesa, dalle passeggiate alle cene in piazza, passando per le Minimacchine e il corteo sono stati intensi e partecipati oltre ogni aspettativa ma…c’è un’aria di festa pura, gioiosa, serena.

Questo auguro ad ognuno di noi oggi: che possiamo stare accanto ai facchini e stringerci tutti in un abbraccio corale, perché ce lo ha insegnato Rosa e perché quegli uomini lì, in quel momento, rappresentano un patrimonio di tradizione ed identità che ha un valore inestimabile. Non è spettacolo, è meraviglia. E Viterbo è pronta a meravigliarsi ancora una volta, attraverso Rosa e i suoi cavalieri. Evviva S. Rosa!

 

Foto: federico.botarelli