Domani 1 settembre Conferenza di Miriam Di Carlo e Vincenzo Cherubini in collaborazione con Comune di Orte, ACe20 e Lighthouse

Stefano Stefanini 

NewTuscia – ORTE – E’ programmata per domani 1 settembre alle ore 17 presso la Sala Conferenze del Palazzo Vescovile la presentazione del “Percorso dilettale nel Centro Storico di Orte” a cura di Vincenzo Cherubini .

L’evento Letterario si svolge nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Sant’Egidio, patrono di Orte, e prevede la presenza di Miriam Di Carlo, docente di linguistica, dialettologa, Universita’ dell’Aquila e Universita’ degli Studi Roma Tre, borsista ricercatrice per l’Accademia della Crusca, Vincenzo Cherubini, scrittore dialettale e psicoantropologo, in collaborazione con Comune di Orte, rappresentato dalla vice Sindaco Antonella Claudiani e ACe20 e Lighthouse con il presidente Angelo Ciocchetti.

Chi scrive modererà l’incontro.

Di seguito riporto alcuni tratti la prefazione che ho avuto l’onore di scrivere per il testo “Tradizioni, dialetto e curiosita’ popolari ortane”m con cui Vincenzo Cherubini ha sviluppato il progetto “Percorso dilettale nel Centro Storico di Orte”.

Una Guida spazio temporale, un’opera che definire enciclopedica e monumentale per la nostra città non e’ esagerato: Vincenzo Cherubini ci conduce in questo suo nuovo libro in un itinerario attraverso i vicoli, le piazze, i monumenti del Centro Storico della Città, in cui riprendono vita personaggi che hanno vissuto nei luoghi decritti e li hanno caratterizzati con brani di vita, descritti con i linguaggi popolari originari.

In un certo senso questa ulteriore qualificata ricerca riassume, declina e armonizza i precedenti lavori dell’autore, materializzando figure caratteristiche, uomini e donne del passato che hanno elaborato stili di vita, espressioni dialettali, denominazioni di luoghi, tradizioni, brani musicali nel corso di esistenze dipanate attraverso i secoli passati.

Il tutto viene ricostruito attraverso un paziente lavoro di ricerca di testimonianze scaturite da racconti, leggende, tradizioni che tanti cittadini informatori hanno affidato a Vincenzo Cherubini, preservandole dall’oblio.

Un fotogramma dell’intervista a Vincenzo Cherubini in onda sugli schermi di Teleorte lo scorso giugno e visibile su www.teleorte.it

La visita alla Città, animata da chi l’ha abitata nei secoli passati, inizia dal Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale e, come una solerte guida, l’autore descrive i giovani eroi .

Piazza del Popolo con la Chiesa di Sant’Agostino Santa Croce, il Cinema Teatro intitolato a Filoteo Alberini, con i Giardinetti, oggi terrazza giardino, introducono al letterato Antonio Deci, amico di Torquato Tasso, che e’ vissuto nella seconda metà’ del 1500 a Palazzo Celiani, oggi Zuppante, nei pressi del Cinema.

Emergono nel racconto itinerante personaggi come Leonildo Crocoli, premiato all Esposizione Industriale di Firenze del 1911 per la sua invenzione delle macchine irroratrici (pompe per irrorare il ramato alle piante) .

L’autore ricorda don Delfo Giacchini, storico e docente, che ha dedicato i suoi studi alla storia di Orte

Anche Corinna Ceccarelli, la pittrice naive, e’ ricordata con i suoi quadri che riprendono scorci, panorami, episodi e soprattutto persone che hanno popolato la Piazza della Libertà

Vincenzo Cherubini arricchisce, inoltre, l’accurata descrizione dei luoghi con piacevoli aneddoti su personaggi caratteristici tra cui spiccano: Brenno, Bbagascione, Natale, Mecuccio, Casirdo, il sor Capanna, Chirichiello.

Presso il Palazzo Nuzzi, sede municipale, era attiva dal 1872 al 1964 la Pretura, ove sin svolgevano dei processi civili e penali, che sfociavano spesso in colorate e argute “interpretazioni” semi comiche di imputati o parti civili, al limite della macchietta teatrale.

Per tutti Il processo con imputato Brenno per un presunto furto di carciofi sottratti dal campo di un vicino, difeso dall’avvocato Ireneo Pasquinangeli, con il quale l’imputato inscena un divertentissimo botta e risposta a cui partecipa anche il “sor pretore”. Altre spassose vicende processuali coinvolgono nella Pretura ortana un certo Bbagascione.

L’autore sottopone al lettore le vicende spassose ed esilaranti di personaggi che ripopolano le caratteristiche bettole, osterie e fraschette.

Viene descritta la Pietra dello Scandalo, le spassose tombole popolari che si tenevano e ancora si tengono per la Festività dei Comprotettori Santi Martiri.

La descrizione delle piazze e dei vicoli si arricchisce di aneddoti e poesie in lingua dialettale che Vincenzo Cherubini dosa con equilibrio e arguzia, per tenere sempre alta la curiosità del lettore, come se ogni via, piazzetta o palazzo parlassero al visitatore attraverso le esperienze di vita di personaggi più o meno illustri che hanno abitato la città .

L’autore riporta passeggiando per le piazzette caratteristiche gli stornelli che illustrano la “tirchiaggine” di personaggi descritti in lingua e poesie dialettali.

Quello di “Baciafemmine” e’ il vicolo più’ noto del Centro Storico, oggetto di tanti appassionati e divertenti racconti .

Mentre per l’Ospedale, di antica tradizione riferita alle Confraternite Cittadine, l’autore racconta esilaranti vicende riferite a pazienti, medici “spiccialetti”, infermieri e personale .

Non mancano frangiottole, favole e storielle raccontate da nonni e genitori ai bambini dei decenni trascorsi.

Vincenzo Cherubini arricchisce il testo di termini dialettali presenti in un manoscritto del quattordicesimo secolo e ancora utilizzati, curati da Abbondio Zuppante.

Di particolare importanza l’intervista a Ermete Bonifazi a Giancarlo Vitali e Anna Labrecciosa sul passaggio dei Transumanti ad Orte .

I Canti Popolari di Questua, in particolare la Pasquarella, illustrata da Guido Lupi, attraverso Renzo Barbierato .

I Canti della Passione: Le ventiquattr’ore, La morte di Gesù, Gia’ condannato il Figlio e I piedi beati.

Spicca il CANTAMAGGIO, tradizione contadina oggi ripresa, la cui versione musicale e’ stata registrata da Vincenzo Cherubini a Mimmo Massarelli.

Vengono riportate alcune testimonianze preziosissime su preghiere popolari, in particolare si distinguono le diasille per i defunti.

Viene riportato nel testo un pregevole Canto Narrativo Popolare “ A spasso per la ccittà’ “ scritto da Giovanni Zuppante, con interessanti riferimenti a luoghi caratteristici, con le sedi di negozi e botteghe artigianali storici, ormai scomparsi.

Seguono Canti narrativi e scherzosi, canto di fiera

Un Canto cumulativo di Gajjardone I Proverbi ortani sui figli

Di particolare esclusivita’ e valore un piccolo vocabolario in lingua dialettale ortana dedicato dall’autore a Erbe, Piante, Fiori, Ortaggi e zoonimi.

Infine Vincenzo Cherubini, in collaborazione con Claudio Paolessi dedica pagine interessanti all’origine del dolce carciofo ortano, recentemente riscoperto e prodotto nelle famiglie e nelle pasticcerie cittadine.

Completano e impreziosiscono il testo le trascrizioni musicali di canti popolari tradizionali di Tiziana Barbierato, con il Miserere, lo Stabat Mater eseguiti durante la Processione del Cristo Morto, con spartiti musicali di Antonio Trippetti.

Le foto artistiche di Egidio Calvani illustrano con nitidezza e d efficacia i racconti e le poetiche, oltre a rare illustrazioni di cartoline d’epoca.

In questo periodo storico in cui la comunicazione si e‘ fatta quanto mai frettolosa e arida, quasi “imprigionata” in freddi messaggi telefonici, questo Itinerario condotto da Vincenzo Cherubini nel tempo e nello spazio attraverso le vie e le piazzette della Città, con l’aiuto di tanti personaggi che tornano a parlarci nella lingua dialettale, a mio parere, ci infonde ottimismo, riscoperta di Valori genuini, solidarietà umana, positività nell’affrontare il futuro.

Lo dobbiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti, come testimonio’ Pier Paolo Pasolini nella difesa della “Forma della Città’ “ e della stradina “senza nome” di Porta San Cesareo, espressione della “cultura popolare” che nei secoli ha contribuito a dar vita all’immenso patrimonio del nostro Paese.

Conoscere, amare e preservare la Citta’ di ieri, di oggi e di domani, e con lei la cultura popolare, deve essere la finalità prioritaria sia della Cultura, che della Tecnologia e della Politica ad ogni livello e queste pagine che Vi accingete a leggere ne sono una prova incontrovertibile .