Massimo Blandini
NewTuscia – ROMA – C’è un dato, nell’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani, che merita più di una semplice occhiata alle percentuali: Futuro Nazionale, il movimento del generale Roberto Vannacci, continua a guadagnare terreno e, dopo aver messo la freccia sulla Lega, avrebbe ora superato anche Forza Italia. Nel frattempo, Fratelli d’Italia e Partito Democratico accusano un piccolo arretramento. Numeri che, presi da soli, possono sembrare poca cosa. Ma in politica anche pochi decimali, quando indicano una tendenza, possono raccontare parecchio. Soprattutto quando a crescere è un soggetto nuovo che punta apertamente a conquistare lo spazio della destra più identitaria. La domanda, allora, viene quasi naturale: gli elettori stanno davvero voltando le spalle ai partiti tradizionali oppure siamo semplicemente di fronte a uno spostamento di voti dentro lo stesso campo politico? In altre parole, Vannacci sta pescando tra gli scontenti in generale oppure soprattutto tra gli elettori di Lega e Forza Italia? È ancora presto per dirlo. Di certo, però, qualcosa si sta muovendo. E non soltanto nei sondaggi. Nei partiti interessati dai sorpassi non mancano malumori, discussioni e quelle che, con un termine molto politico, potremmo definire “fronde”. Il punto vero, però, è capire da dove nasce questo consenso. Perché al di là delle sigle e delle battaglie interne ai partiti, c’è un sentimento che sembra attraversare una parte consistente dell’elettorato: la stanchezza. Stanchezza per promesse rimaste a metà, per problemi che si trascinano da anni e, soprattutto, per una sicurezza percepita come ancora troppo fragile in molte città. Sicurezza urbana e certezza della pena sono temi che tornano continuamente nelle conversazioni della gente, molto più di quanto spesso si immagini nei palazzi della politica. Governo e amministrazioni locali, va detto, qualche passo avanti lo hanno fatto. Ma non è facile ottenere risultati rapidi quando le risorse sono quelle che sono e i problemi vengono da lontano. E qui sta il vantaggio di chi è fuori dal governo. Quando non si devono fare i conti con un bilancio, con una maggioranza da tenere insieme o con decisioni impopolari, è molto più semplice promettere soluzioni nette e immediate. Il malcontento, in queste condizioni, diventa terreno fertile. Ma prima o poi arriva sempre il momento della verità: quello in cui bisogna passare dagli slogan ai fatti. Sarà lì che capiremo quanto vale davvero questa crescita. Vannacci e Futuro Nazionale riusciranno a trasformare il consenso in un progetto politico credibile? E soprattutto, saranno davvero parte del centrodestra o finiranno per diventare un concorrente interno capace di cambiare gli equilibri della coalizione? Oggi nessuno può avere una risposta certa. I sondaggi fotografano l’umore del momento, non il voto nelle urne. Una cosa, però, sembra chiara, che una parte degli italiani sta cercando una risposta diversa. E quando la politica tradizionale non riesce più a intercettare quella domanda, qualcuno prima o poi arriva a raccoglierla. Resta da vedere se sarà capace, una volta ottenuti i voti, di mantenere ciò che ha promesso.














