Stefano Stefanini
NewTuscia – VITERBO – Sabato 18 e 25 luglio, 1, 8 e 22 agosto, una guida turistica e un facchino, da San Sisto al santuario di Santa Rosa, hanno raccontato storie, aneddoti e curiosità legati alla tradizione del Trasporto e della Città.
La partenza è prevista da San Sisto alle ore 21.00.
L’iniziativa è organizzata dal Comune di Viterbo insieme al Sodalizio Facchini di Santa Rosa.
Riportiamo di seguito le parole del Vescovo di Viterbo che riassumono il valore umano, sociale, culturale e soprattutto spirituale delle festività dedicate alla Santa Viterbese e, in un certo qual modo degli eventi che precedono la festività del 4 settembre.
Così il Vescovo di Viterbo mons. Orazio Francesco Piazza in un messaggio per la ricorrenza di Santa Rosa dello scorso anno:
“Se certamente la Festa di Santa Rosa è espressione dell’identità collettiva di Viterbo, quale manifestazione di devozione, ingegno, arte e condivisione sociale, ancor più è memoria generativa in un presente in cui ognuno è chiamato a reale corresponsabilità. In una realtà quotidiana, sia locale che globale, segnata dal riduzionismo umano e sociale, frutto di ostinate autoreferenzialità e deleterie frammentazioni a più livelli, il trasporto della Macchina è metafora della necessità di unione e comunione per affrontare la fatica e le sfide del vivere e aprire sentieri di speranza per la giustizia, il bene comune e la pace.
Questo mio è un invito a lasciarsi coinvolgere in quell’unità di sentimento che crea le condizioni necessarie per sostenere lo sforzo del rischioso “portare a casa Rosina” nella vita di ogni giorno: è invito a lasciarsi coinvolgere, in una esperienza profonda e significativa di fede e vita, come linfa vitale che innerva e vivifica persone e contesti del quotidiano. Non spettatori, dunque, ma protagonisti in un evento che riconsegna alla essenzialità della vita e che, soprattutto oggi, chiede volontà pronte a spendersi e sacrificarsi, malgrado tutto, per la dignità di ogni persona e la riqualificazione della trama delle relazioni. Questo evento immette tutti sul sentiero di quella amicizia sociale, invocata e testimoniata da Rosa, che mira a creare, con ogni sforzo, spazi vitali di dialogo e di reale impegno per il bene comune.
Orazio Francesco Piazza Vescovo di Viterbo.”
L’agile “guglia splendente” sarà recata nuovamente dai Facchini, Cavalieri di Rosa, tra le vie della città e per il popolo viterbese costituirà “momento di gaudio e d’apprensione” e nel “forestiero” evocherà “sgomento, meraviglia e commozione”.
Già dall’esposizione “preventiva” della Macchina dal 9 luglio, giorno della nascita di Santa Rosa, presso San Sisto e Porta Romana si nota come lo stile conferito da Raffaele Ascenzi a “Dies Natalis ” richiama contenuti spirituali e linee estetiche ispirate alle testimonianze artistiche di Viterbo, suscitando ammirazione per il suo progressivo verticalismo, che con un sapiente moto ascensionale, svetta tra le mura e i tetti della città, con le sue forme che flettono, si incurvano attraverso gli archi, le cuspidi e le guglie che si ergono leggeri come gli angeli raffigurati e acuti verso l’alto, verso la statua di Rosa.
La fraternità delle suore Francescane Alcantarine così ha sintetizzato l’esperienza della giovane Santa : “Rosa con la sua vita continua a parlarci, a interrogarci, a scuotere le coscienze… aperta alla vita e capace di rendere positivo ciò che apparentemente agli occhi dell’uomo sembra assenza di Dio.
La giovane Rosa non può trattenere per sé questo grande dono… va per le vie di Viterbo ad “urlare” la grandezza di Dio” … e aggiungiamo noi “ancora oggi”, attraverso la Fede testimoniata dalla Città nella sua interezza.















