Stefano Stefanini
NewTuscia – ORTE – Franco Scipioni, apprezzato antiquario e collezionista, particolarmente legato alla sua città, nelle sue ultime volonta’ ha destinato al Museo d’Arte Sacra della sua Citta’ un piccolo dipinto seicentesco, olio su rame, che riproduce la grande pala d’altare di Francesco da Castello (Frans van de Kasteele, 1540-1621), dipinta nel 1595 e proveniente dalla chiesa del convento dei Cappuccini, conservata anch’essa nel museo della Citta’, del quale costituisce una delle opere più pregevoli e più ammirate.
Si tratta di significativo esempio di donazione di un’opera d’Arte alla comunita’ cittadina da parte di un cultore dell’Antiquariato, un’ operazione di recupero della Storia religiosa e civile delle cittadine della Tuscia, un Bagaglio culturale e umano per affrontare le sfide del futuro.
L’opera riproduce l’Arcangelo Michele che sconfigge il demonio tra i santi Chiara d’Assisi, Francesco d’Assisi e Caterina d’Alessandria, in presenza della Madonna col Bambino.
Riferisce Abbondio Zuppante, direttore del Museo d’ Arte Sacra di Orte, che dopo l’ improvvisa scomparsa di Franco Scipioni, la famiglia ha dato seguito alla volanta’ del congiunto.
La piccola riproduzione seicentesca deriva sicuramente dalla committenza locale di un devoto per suo uso privato e presenta pertanto anche interessanti risvolti storiografici.
Il “Museo d’arte sacra di Orte” il primo museo diocesano del Lazio, inaugurato nel 1967
Il Museo d’Arte Sacra di Orte, collocato nella Chiesa di San Silvestro e nel Palazzo Vescovile, propone un’offerta espositiva di oltre cinquanta dipinti collocandosi, per quantità e qualità delle opere esposte, ai vertici tra le pinacoteche dell’Alto Lazio e dell’Umbria meridionale.
Il museo d’Arte Sacra costituisce, con il Museo Civico e il Museo delle Confraternite, il trittico museale di Orte. Nel Museo d’Arte Sacra convergono i tesori accumulati per secoli nelle chiese e tra le mura della città e opere generosamente offerte al museo da altre località diocesane. La Soprintendenza del Lazio ha seguito all’epoca i lavori di restauro del Museo e il progetto di valorizzazione.
Ripercorriamo in sintesi l’origine e lo sviluppo del Museo d’Arte Sacra di Orte d’importanza diocesana, già Museo Diocesano: è stato inaugurato nel 1967, prima esperienza nel Lazio, per iniziativa del vescovo Roberto Massimiliani che intese raccogliere, preservare ed esporre nella ex chiesa di San Silvestro le più preziose opere d’arte sacra esistenti in Orte e nella sua diocesi.
Quello ortano, oltre ad essere il primo museo diocesano sorto nel Lazio, ha il pregio di essere ospitato nell’edificio più antico della cittadina: la chiesa di San Silvestro, della metà dell’XI secolo, chiusa al culto dai primi del Novecento e restaurata nelle sue primitive forme romaniche negli anni Sessanta per ospitare la raccolta d’arte diocesana. La chiesa a navata unica, costruita quasi interamente in blocchi di tufo, presenta nella parete sud due grandi archi murati che in origine la collegavano a una navata laterale nella quale insisteva la base del pregevole campanile oggi isolato di fianco all’edificio religioso.
Le tante generazioni di “giovani ciceroni” guide volontarie del Museo.
In questa occasione è opportuno ricordare quante generazioni di giovani, tra cui chi scrive, per iniziativa del prof. Don Delfo Gioacchini, responsabile per decenni del Museo, dagli anni sessanta ai novanta del Novecento e oltre, si sono avvicinate al mondo interdisciplinare dell’Arte, della Storia e delle Scienze umane ed esatte, prima ad ogni edizione dell’Ottava di Sant’Egidio, poi nei fine settimana, a prestare volontariamente la loro opera di guide alla visita del Museo Diocesano.
Recentemente anche gli aderenti all’associazione Universita’ delle Tre Eta’ di Orte hanno colaborato alla cura delle visite del Museo.
La chiamata ad essere “giovani ciceroni” costituisce una significativa operazione di avvicinamento dei ragazzi al mondo dell’Arte, attraverso il patrimonio culturale, religioso e civico, del Territorio.














