Stefano Stefanini

NewTuscia  – VITERBO  – La trasmissione Fatti e Commenti in onda la scores stagione sull‘emittente del Centro Italia Teleorte, condotta da chi scrive con la regia di Marco Nicoletti e la collaborazione ditoriale di Gaetano Alaimo, abbiamo avuto come ospite Sergio Cesarini ideatore e fondatore di Viterbo Sotterranea.

Sergio Cesarini, fondatore di Viterbo Sotterranea, collega giornalista, è tra i più grandi esperti di turismo della nostra provincia. Già dal 1998, precorrendo i tempi, aveva istituito le prime biglietterie elettroniche in alcuni siti archeologici della Tuscia e realizzato le prime audio-guide multilingue già dal 1987.

Link trasmissione: https://youtu.be/0xidx951h10

Un precursore, per quanto riguarda il turismo, inteso anche come nostro vero petrolio, basti pensare (che tre anni prima dell’istituzione di un biglietto a Civita di Bagnoregio) già ne “sosteneva” l’idea, oggi dimostratasi vincente.

Per chi conosce Sergio Cesarini le 3 parole che usa spesso, parlando di turismo, sono professionalità, accoglienza ed emozioni. Le stesse che si provano visitando il nuovo tratto di Viterbo Sotterranea, appena aperto al pubblico.

Viterbo sotterranea. Un luogo di grande fascino con ambienti di particolare bellezza che ammalia e coinvolge il visitatore.

Il nuovo percorso Sotterraneo, (di cui Sergio Cesarini ne ha intuito subito le potenzialità), emoziona e stupisce i turisti non solo per la grandezza degli spazi, ma anche per la suggestione che gli stessi evocano grazie alla loro antica storia.

Dai cunicoli etruschi a quelli medioevali, dai rifugi della seconda guerra mondiale allo “studiolo” realizzato all’epoca dai tombaroli, dai butti medioevali alle condotte idriche etrusche, fino ad arrivare in un ambiente di grande fascino: il più antico luogo di culto, sotterraneo, del centro storico di Viterbo. Il percorso inizia con una mostra permanente, unica nel suo genere, dove sono raccolte le foto della Viterbo di fine ottocento con una selezione fotografica dell’archivio di Valerio Giulianelli, scattate all’epoca dal fotografo e filantropo Lorenzo Tedeschi.

Viterbo sotterranea è composta da un reticolo di gallerie che si estendono sotto il centro storico e conducono fin oltre la cinta muraria. Per ora l’unico tratto percorribile dei sotterranei si snoda per un centinaio di metri disposti su due livelli sotto Piazza della Morte, rispettivamente a 3 e 10 metri di profondità . Il percorso è completamente scavato nel tufo, una roccia vulcanica che caratterizza il paesaggio attuale della Tuscia.

L’origine dei cunicoli è controversa. Stando ad alcune accreditate teorie, avanzate da studiosi ed archeologi, il primo taglio nel tufo potrebbe risalire addirittura agli Etruschi.

In quell’epoca, probabilmente, la struttura veniva utilizzata come sistema idraulico, un modo per raccogliere e canalizzare le acque piovane e fluviali, per poi smistarle laddove necessario proprio tramite una fitta rete di cunicoli.

E’ durante il periodo medioevale che questi luoghi assunsero la conformazione attuale: alzati, allargati ed allungati, i tunnel sotterranei diventarono un autentico labirinto fatto di passaggi segreti che servivano a mettere in comunicazione le strutture nevralgiche e strategiche di Viterbo. Le gallerie, inoltre, conducevano verso tutte le uscite principali della città e assicuravano la via di fuga ai viterbesi in caso di pericolo o di assedio. Più recentemente i sotterranei vennero sfruttati dai briganti per i loro loschi affari e nel corso della seconda guerra mondiale furono usati come rifugi antiaerei durante i bombardamenti. Una visita guidata vi condurrà alla scoperta di questi magici luoghi, in un viaggio nella storia lungo oltre 2500 anni. Le gallerie sono ampie, illuminate tramite led e comodamente percorribili.

Ma una delle intuizioni più ammalianti è stata quella di aprire al pubblico tratti visitabili della Viterbo Sotterranea che, attualmente, è il sito più visitato del capoluogo della Tuscia, in crescente aumento.

Il circuito ipogeo di Via Chigi fu scavato all’interno della più caratteristica formazione vulcanica dell’apparato di Vico: il Tufo rosso a scorie nere.

Il termine ignimbrite deriva dal greco: ignis (fuoco) e imbris (pioggia), e descrive le modalità di deposizione di questa particolare roccia che avviene attraverso imponenti colate piroclastiche, ovvero un flusso incandescente costituito da un insieme turbolento di gas e parti solide (pomici, lava, ceneri, lapilli) anche di dimensioni decimetriche. La famosa eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei ed Ercolano è un esempio di colata piroclastica.

Nel nostro caso il deposito ignimbritico ha avuto origine dal collasso del paleo-vulcano di Vico, un edificio imponente che si ergeva dove ora è il Lago omonimo, raggiungendo altezze di gran lunga maggiori dell’attuale Monte Fogliano e Poggio Nibbio, e che si estendeva sino a Castel d’Asso, alla periferia Sud di Viterbo. Questo evento esplosivo ebbe luogo tra 200 e 150 mila anni fa. Per questo il circuito ipogeo di Viterbo Sotterranea ci descrive un periodo geologico lungo migliaia di anni.

Il nuovo percorso monumentale di Viterbo Sotterranea si può visitare tutti i giorni con una visita guidata che conduce alla scoperta di questi magici luoghi, un viaggio nella storia lungo 3.000 anni.

Per contatti e informazioni: Tesori d’Etruria, Piazza Della Morte Viterbo