NewTuscia – ROMA – “Le dichiarazioni del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi confermano con chiarezza ciò che la CISL FP sostiene da tempo: la Polizia Locale è un presidio fondamentale di sicurezza urbana e svolge un ruolo sempre più centrale nella tutela delle comunità. Ma alle parole devono seguire i fatti”.

Lo dichiara Michele Marocco, Coordinatore nazionale CISL FP Polizia Locale, commentando le dichiarazioni rese dal Ministro dell’Interno in conferenza stampa sul nuovo Disegno di Legge Sicurezza.

“Le dichiarazioni del Ministro – prosegue Marocco – evidenziano il ruolo centrale e insostituibile che la Polizia Locale riveste quotidianamente negli oltre 8.000 Comuni italiani, con una presenza capillare e un rapporto diretto con le comunità in tema di sicurezza urbana”.

A confermarlo, sottolinea la CISL FP, sono anche i dati del XIII Rapporto ANCI: nel 2023 la Polizia Locale ha effettuato 17,9 milioni di violazioni al Codice della strada accertate, 667 mila accertamenti anagrafici, 210 mila controlli ambientali e 108 mila controlli straordinari per la sicurezza urbana, nonostante le gravi carenze di personale, risorse e strumenti.

“Questo impegno straordinario – aggiunge Marocco – si scontra però con una realtà inaccettabile. In pochi anni la Polizia Locale ha perso oltre 10 mila tra agenti e ufficiali. Significa oltre 10 mila presìdi di legalità in meno sul territorio. Ogni agente in meno è una pattuglia in meno sulle nostre strade, una risposta in meno ai cittadini, una capacità operativa che si riduce proprio mentre aumentano funzioni, compiti e responsabilità”.

“La CISL FP dice sì a un rafforzamento del ruolo della Polizia Locale nella sicurezza urbana – precisa il Coordinatore nazionale – ma dice no ad un ampliamento delle competenze senza gli strumenti adeguati. La sicurezza dei cittadini e degli operatori nonche’ la dignita’ professionale di questi ultimi non possono poggiare su una Polizia Locale sistematicamente impoverita di personale, mezzi e tutele”.

“Non possiamo dimenticare – prosegue – che la Polizia Locale registra circa duemila infortuni l’anno, nella maggior parte dei casi conseguenti ad aggressioni, mentre l’età media del personale supera abbondantemente i 50 anni. Eppure continuano a mancare il riconoscimento dei lavori usuranti, adeguate tutele previdenziali e assistenziali e l’equiparazione alle Forze di Polizia ad ordinamento statale per quanto riguarda le vittime del dovere e le relative misure di tutela”.

Per la CISL FP la risposta passa dall’approvazione della riforma della Polizia Locale.

“Ribadiamo la necessità di approvare rapidamente il Disegno di Legge n. 1903 sul riordino delle funzioni e dell’ordinamento della Polizia Locale – conclude Marocco – introducendo le modifiche che abbiamo già illustrato nelle audizioni parlamentari e nel convegno nazionale della CISL FP dello scorso 24 aprile. Servono il superamento dei limiti assunzionali, la piena equiparazione economica, previdenziale, assistenziale, assicurativa, infortunistica e fiscale con le Forze di Polizia ad ordinamento statale, il superamento dei limiti territoriali e temporali della qualifica di polizia giudiziaria, il diritto al porto d’arma anche fuori servizio, l’accesso pieno alle banche dati e al CED Interforze, il collegamento effettivo al 112 e una tutela legale obbligatoria con la costituzione di parte civile dell’ente in caso di aggressione. Le parole del Ministro rappresentano un importante riconoscimento del ruolo della Polizia Locale. Ora è il momento di tradurle in atti concreti”.