«La Regione Lazio smetta di fare da spettatrice. Su Santa Palomba si misura la credibilità delle Istituzioni».
NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo. «Mentre continuano ad emergere notizie su ritrovamenti archeologici sempre più rilevanti nell’area del cantiere del cosiddetto Parco delle Risorse Circolari di Santa Palomba, la Regione Lazio continua a tacere. Un silenzio assordante e politicamente inaccettabile».
Con queste parole la Consigliera regionale Alessandra Zeppieri e il Consigliere regionale Adriano Zuccalà annunciano il deposito di un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere quali iniziative intenda assumere a tutela dell’area.
«Se quanto sta emergendo verrà confermato, siamo di fronte a uno dei più importanti ritrovamenti archeologici degli ultimi anni nel Lazio. Non stiamo parlando di un ostacolo burocratico ai lavori, ma di un patrimonio storico e culturale che appartiene a tutte e tutti. Pensare di affrontare questa vicenda come un semplice incidente di percorso del cantiere sarebbe un errore gravissimo.
La destra che governa la Regione continua a nascondersi. Nessuna presa di posizione, nessuna iniziativa, nessuna parola su un’area che già gli studi indicavano come di straordinario interesse archeologico. È una scelta politica precisa: abbassare la testa e lasciare che prevalgano altre logiche, invece di pretendere la massima trasparenza e la piena tutela del patrimonio pubblico.»
Zeppieri e Zuccalà chiedono alla Giunta se sia a conoscenza della situazione, se abbia avviato interlocuzioni con il Comune di Roma e con la Soprintendenza e quali azioni concrete intenda mettere in campo.
«La Regione non può limitarsi a guardare. Ha il dovere di pretendere chiarezza, seguire gli sviluppi e, se necessario, intervenire per garantire che nessun interesse economico prevalga sulla tutela di un patrimonio che potrebbe riscrivere una parte importante della storia del nostro territorio.»
«Su Santa Palomba si misura la credibilità delle istituzioni. Chi governa deve decidere da che parte stare: dalla parte della tutela del patrimonio storico e culturale del Lazio o dalla parte di chi vuole andare avanti comunque. Noi una scelta l’abbiamo già fatta e continueremo a pretendere che venga fatta piena luce su ciò che sta emergendo.»














