NewTuscia – ROMA – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, nell’ambito del controllo economico del territorio finalizzato al contrasto della contraffazione e alla tutela della sicurezza dei consumatori, hanno sottoposto a sequestro oltre 37.800 articoli recanti marchi contraffatti.
L’attività, svolta dai militari della Compagnia di Monterotondo, ha consentito di intercettare l’ingente quantitativo di merce prima che venisse distribuito su scala nazionale, disarticolando i canali di approvvigionamento e contrastando l’illecita penetrazione nelle filiere del commercio.
Nello specifico, l’intervento, eseguito presso un deposito di smistamento merci nella zona di Fiano Romano, ha permesso di individuare numerosi capi di abbigliamento, calzature e borse provenienti dalla Cina e pronti per la spedizione agli acquirenti finali. I prodotti riportavano loghi falsificati di noti marchi del settore della moda e dello sport, tra i quali Amiri, Gucci, Prada, Nike, Adidas, Alexander McQueen, New Balance, Autry, Hermès, Yves Saint Laurent, Fendi e Chanel.

I soggetti responsabili sono stati conseguentemente segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti, competente per territorio.
La diffusione di articoli di abbigliamento contraffatti, agevolata dall’acquisto tramite piattaforme online ed e-commerce, presenta profili di particolare insidiosità. L’eventuale impiego di materiali non certificati o potenzialmente tossici potrebbe infatti esporre gli utilizzatori a rischi per la salute, data la possibile non conformità della merce agli standard di sicurezza europei.
L’intervento si inquadra nel dispositivo di vigilanza e prevenzione messo in atto dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale, volto a monitorare i flussi distributivi lungo le intere filiere commerciali, a presidio della salute dei cittadini, del regolare funzionamento del mercato e delle imprese che operano nel rispetto delle regole.
Si precisa che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio della presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.
















