NewTuscia – VITERBO – Manzoni con l’espressione “Grida” indicava provvedimenti che minacciano pene severe ma non venivano applicati, e ironizzava sugli editti dei governatori di Milano del Seicento: severi e sistematicamente inapplicati.

Questo nella Milano nel seicento. Questo sembra ripetersi a Viterbo 400 anni dopo.

L’ordinanza dirigenziale N. 409 del 15-06-2026, che ordina al trasgressore di provvedere alla rimozione del cartellone “remigrazione” da Piazzale Gramsci entro dieci giorni, non è stata eseguita. L’ordinanza, come le grida manzoniane, minaccia sfracelli ma non viene eseguita.

Come i bravi a Milano continuavano impunemente a fornire le loro “prestazioni” ai tanti Don Rodrigo dell’epoca, così i casapuond possono beffarsi oggi delle ordinanze del Comune.

Continua l’inerzia verso i prepotenti da parte di decisori e burocrati: milanesi 400 anni fa, viterbesi oggi. Sembra che niente cambi nel Bel Paese.

Invece no. 400 anni fa a Milano c’era il governatore nominato dal vice re spagnolo.

Oggi a Viterbo, il governatore (modernamente: sindaco) è eletto. Non è differenza da poco e anche quei benpensanti che pensano sia bene ci sia la remigrazione sono elettori.

Comunque, fino ad ora niente rimozione.

Per giunta, alcune anime belle, amanti dell’ordine ma dimentiche del fatto che le ordinanze devono essere eseguite, vanno dicendo che eseguire l’ordinanza farebbe pubblicità ai trasgressori: strano modo di amare l’ordine.

Quelle anime belle ripetono i discorsi che facevano i liberali nel 1922. Poi arrivarono le squadracce fasciste. La storia, se si ripete, è sempre in farsa, ma può ripetersi.

Ora, però, lasciamo la storia, passata e presente, e veniamo all’amministrazione: ogni sindaco è un pubblico ufficiale ed ha funzioni di capo dell’amministrazione comunale. Sicché, in questa veste, ogni sindaco dovrebbe avere responsabilità sulla esecuzione o meno delle ordinanze della sua stessa amministrazione.

Raimondo Raimondi