Stefano Stefanini

NewTuscia – L’articolo del prof. Donato Limone pubblicato il 29 giugno su www.agendadigitale.eu affronta una critica profonda alla gestione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nel settore digitale italiano, ponendo in risalto come l’ingente investimento di risorse non si sia tradotto in una vera innovazione amministrativa.

ll sistema digitale pubblico dopo il PNRR: quando spendere non significa innovare

Il sistema digitale pubblico italiano viene osservato attraverso tre snodi: il bilancio critico del PNRR, la regolazione dell’intelligenza artificiale e il ruolo della cybersicurezza. Al centro resta la capacità della PA di cambiare modelli organizzativi, cultura amministrativa e strumenti di governo.

Il fallimento strategico del PNRR

Il PNRR è stato caratterizzato dall’assenza di una strategia chiara e misurabile. Secondo l’autore, il Piano è stato gestito con un approccio puramente burocratico: sono state allocate risorse, verticalizzate per settori e missioni, e assegnate secondo le norme sui contratti pubblici, ma senza una visione complessiva dei risultati attesi. Il risultato è che l’Italia ha “speso” molti soldi senza effettivamente “investire” in innovazione, riuso e semplificazione amministrativa.

I problemi strutturali della PA italiana

L’articolo identifica il vero ostacolo nel contesto amministrativo italiano, caratterizzato da:

• Modelli organizzativi superati e ancorati al formalismo burocratico

• Assenza di una vera cultura digitale (sostituita da una semplice automazione tecnologica)

• Mancanza di una cultura del dato e dei processi sistemici

• Applicazione formale del piano triennale dell’informatica senza reali interventi di riorganizzazione

Tre pilastri per il futuro

L’autore propone tre aree di intervento prioritario:

a) Formazione del management pubblico:I decisori pubblici devono acquisire competenze moderne di governance e management, non basandosi solo sulla legittimazione politica.

b) Coinvolgimento dei cittadini: I cittadini devono essere informati sistematicamente e coinvolti nei processi di innovazione, con pieno esercizio dei diritti di trasparenza e controllo.

c) Cambio di visione amministrativa: È necessaria una vera capacità strategica nelle decisioni e nelle relazioni con i cittadini.

La questione dell’Intelligenza Artificiale

L’articolo sottolinea come l’Italia stia affrontando l’IA con lo stesso approccio fallimentare del PNRR: abbondanza di “primati” normativi (legge 132/2025 e decreti attuativi) ma assenza di strategia per sviluppare un’impresa e un mercato nazionali. L’Italia non ha implementato efficacemente l’articolo 1 del Regolamento UE sull’IA, che mira a migliorare il mercato interno e promuovere l’innovazione.

Sicurezza e governance

Infine, l’articolo evidenzia l’importanza di sviluppare una cultura diffusa della sicurezza dei dati e dei sistemi, sottolineando che anche la riforma dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) deve considerare il contesto amministrativo reale, non solo soluzioni teoriche.

Per il prof. Limone il rischio è di dover riaffrontare le criticita’ emerse per la modernizzazione della pubblica Amministrazione nella fase di attuazione del PNRR anche nell‘adozione dell’Intelligenza Artificiale senza prima aver affrontato i problemi strutturali della Pubblica Amministrazione.

Donato A. Limone, già professore ordinario di informatica giuridica, dirige la Rivista elettronica di diritto, economia, management, e’ esperto di processi di organizzazione e digitalizzazione delle PA. Il prof. Limone ha partecipato come relatore e collabora ai convegni sulla cittadinanza attiva e sulla riforma della Pubblica Amministrazione promossi a Viterbo dalla Consulta del Volontariato presieduto da Raimondo Raimondi e dalla Scuola di Formazione per Amministratori Pubblici Locali.

L’obiettivo di Asso-Tuscania è diffondere una cultura dell’amministrazione pubblica orientata ai diritti dei cittadini, all’etica, alla trasparenza, alla qualità dell’azione amministrativa, alla cittadinanza attiva, con un’attenzione specifica al territorio della Tuscia.