NewTuscia – VITERBO – La 7^ edizione dell’Osservatorio “Controvento: le aziende che guidano il Paese”, curato da Nomisma in collaborazione con CRIF e CRIBIS, evidenzia come il gruppo di aziende del settore manifatturiero capaci di ottenere risultati superiori alla media anche in contesti economici complessi si sia progressivamente rafforzato nel corso degli ultimi anni.
Nello specifico, i risultati dello studio evidenziano come non si tratti di un fenomeno congiunturale, ma dell’emergere di una divergenza strutturale tra modelli produttivi in grado di generare valore e modelli che faticano a trasformare la crescita in marginalità.
Dall’analisi aggregata degli ultimi bilanci disponibili emerge come il 7,4% delle aziende manifatturiere italiane presenti livelli di competitività tali da rientrare nel gruppo delle imprese Controvento. Si tratta di aziende con performance significativamente superiori alla media, che si distinguono per indicatori chiave come la crescita dei ricavi, la marginalità e la capacità di generare valore aggiunto. Nel complesso, queste imprese concentrano il 10% dei ricavi complessivi (102,6 miliardi di euro), il 24,9% dell’EBITDA e il 16% del valore aggiunto dell’intera manifattura italiana.
Le caratteristiche delle imprese Controvento del Lazio
In un contesto regionale caratterizzato dalla presenza di circa 3.500 imprese manifatturiere eleggibili, che occupano 132.000 addetti e producono complessivamente 85 miliardi di euro di ricavi e 15 miliardi di valore aggiunto, l’approfondimento dell’Osservatorio Controvento dedicato al Controvento Lazio restituisce l’immagine di un sistema manifatturiero articolato, in cui la presenza di un nucleo di imprese performanti convive con elementi di fragilità strutturale del contesto produttivo regionale. Da un lato emergono imprese capaci di esprimere livelli di redditività elevati, in alcuni casi superiori alla media nazionale, dall’altro il sistema nel suo complesso mostra una capacità ancora parziale di trasformare queste eccellenze in un modello diffuso e strutturato.
Il primo elemento di rilievo riguarda la dimensione del fenomeno: le imprese “Controvento” nel Lazio sono 269, pari al 7,7% dell’universo manifatturiero regionale, e occupano complessivamente quasi 6.900 addetti.
La provincia maggiormente rappresentata è quella di Roma, con 169 imprese Controvento. Seguono a distanza Latina (43), Frosinone (41), Viterbo (13) e Rieti (3).
Complessivamente, i ricavi prodotti dalle imprese Controvento del Lazio sono pari a quasi 2,2 miliardi di euro, mentre il valore aggiunto prodotto è di quasi 1,1 miliardi di euro, rappresentando il 7,2% del totale della manifattura regionale.
Entrando nel dettaglio delle singole province, la graduatoria regionale dei ricavi prodotti dalle imprese Controvento è guidata da Roma, con oltre 1,1 miliardi di euro, che sopravanza Latina (910 milioni di euro), Frosinone (112 mln), Viterbo (63 mln) e Rieti (9,3 mln).
Pur rappresentando una minoranza numerica, esse contribuiscono in modo significativo alla creazione di valore, con un’EBITDA complessivo pari a 715 milioni di euro, con una incidenza del 14,4% sul totale del manifatturiero regionale.
Ancora più rilevante è il profilo di redditività, che risulta mediamente superiore alla media di Controvento Italia, segnalando una capacità di estrazione del valore elevata anche in un contesto industriale meno densamente manifatturiero rispetto ad altre regioni.
La struttura dimensionale rappresenta un elemento distintivo del caso laziale: se il tessuto manifatturiero regionale appare complessivamente trainato dalle grandi imprese, all’interno del cluster Controvento emerge una distribuzione più omogenea tra le diverse classi dimensionali. Questo indica che l’ingresso in Controvento non è guidato principalmente dalla scala, ma dalla capacità di presidiare nicchie produttive, competenze specifiche e modelli operativi efficienti, anche in imprese di dimensione medio-contenuta.














