NewTuscia – PERUGIA – «Il nuovo Prezzario Unico del Cratere 2026, appena entrato in vigore con l’Ordinanza 276, rischia di frenare la ricostruzione a causa di un profondo squilibrio economico, perché non tiene sufficientemente conto dei rincari energetici e delle materie prime». Questo l’allarme lanciato da Pierangelo Lanini, Presidente di Confartigianato ANAEPA Edilizia Umbria.
«Nell’ultimo anno – spiega Pierangelo Lanini – le imprese edili hanno subito rincari a doppia cifra sui listini dei fornitori. Di fronte a questa realtà, gli aumenti parametrici riconosciuti nel nuovo prezzario per le opere strutturali (pari al 2% per i livelli intermedi e al 4% per le demolizioni L4) risultano purtroppo insufficienti a coprire i costi vivi di mercato».
A preoccupare fortemente la categoria è la contemporanea e drastica riduzione tariffaria apportata alle voci della sicurezza e della logistica (Parte F), che in molti casi sfiora il 30%.
«I cantieri nei borghi del cratere comportano costi fissi organizzativi altissimi dovuti alla morfologia del territorio – incalza il Presidente di Confartigianato ANAEPA Edilizia Umbria –. Contrarre in modo così netto le tariffe della logistica e della sicurezza, proprio mentre i costi di gestione generale aumentano, azzera di fatto la sostenibilità economica delle commesse».
«Le nostre imprese artigiane vogliono continuare a ricostruire il territorio garantendo la massima qualità e sicurezza, ma non possono operare in perdita. Con questi valori il rischio concreto è che molte gare vadano deserte e i cantieri privati subiscano un brusco stop e ritardi», conclude Lanini.














