Nelle previsioni di Lybra Destination cresce la Tuscia, frenano Roma e la costa pontina. La costa viterbese registra un aumento del 32% nelle ricerche per soggiorni estivi

Simone Stefanini Conti

NewTuscia  – L’estate 2026 sulle spiagge laziali si legge su tre binari paralleli. La costa viterbese registra un aumento del 32% nelle ricerche per soggiorni estivi rispetto allo stesso periodo del 2025, con prenotazioni già confermate in crescita del 21,5%.

La domanda per il litorale romano invece scende del 7% ma tiene sul fatturato (+6%).

La Riviera d’Ulisse, quella pontina, presenta un quadro in trasformazione: revenue stabile, tariffe in salita dell’11,8%, volume in riduzione.

È quanto emerge dall’ultima analisi di Lybra Destination, l’hub dati del turismo del gruppo Zucchetti.

La spiaggia di Pescia Romana (Viterbo) con le caratteristiche dune.

Foto: infoviterbo.it

I numeri

Nella Tuscia la stagione è iniziata nel migliore dei modi. Le prenotazioni già confermate per il periodo tra giugno e agosto confermano il segnale positivo con +21,5% di fatturato, +13,4% di occupazione e +7,1% di tariffa media.

Crescono tutti i mercati, soprattutto quelli internazionali: Italia (+22,2%), Canada (+14%), Gran Bretagna (+22%), Francia (+32%), Germania (+24,6%). La destinazione si sta affermando sempre di più come meta internazionale. «Il conflitto in Medio Oriente ha solo accelerato una tendenza già in atto – afferma Fulvio Giannetti, ceo di Lybra Destination –. Chi opera qui deve cogliere il momento e consolidare il posizionamento».

Se invece ci si sposta a ridosso della capitale la situazione cambia in negativo.

Qui sono in calo gli arrivi dagli Stati Uniti (-24,2%), Germania, Regno Unito e dalle altre regioni italiane (- 10,7%). Eppure si stima che siano in aumento sia il fatturato (+6%), l’occupazione (+1,4%) e tariffa media (+4,6%). Il calo nelle ricerche dunque non si è tradotto in un calo delle prenotazioni, perché probabilmente chi cercava già nel 2025 con mesi di anticipo quest’anno prenota in tempi più stretti, ma prenota.

In provincia di Latina infine le strutture vendono meno camere a un prezzo significativamente più alto (+11,8%), mantenendo il fatturato quasi invariato (-2,3%). Giugno e luglio mostrano la contrazione più marcata sull’occupazione (-15% e -19%), mentre le tariffe crescono in modo più contenuto (+2% e +3%). «Il calo dei volumi, soprattutto nei primi mesi estivi, non viene compensato da un aumento significativo dei listini, segnale di un mercato oggi più prudente e selettivo rispetto al 2025 – prosegue Giannetti –. Resta però possibile un recupero delle prenotazioni sotto data, sostenuto soprattutto dal mercato italiano, storicamente più incline a decidere le vacanze con minore anticipo». Queste le risultanze del comunicato trasmessoci da Mirko Giustini dell’Ufficio Stampa di Lybra Zucchetti.

I segnali dalle spiagge

Un indicatore interessante arriva anche da Spiagge.it, la piattaforma di prenotazione balneare che monitora gli stabilimenti online della Costiera Laziale.

I dati mostrano una forte accelerazione delle prenotazioni rispetto al 2025: +133% nei volumi e +87% nel prezzo medio, con una permanenza media in crescita da 19 a 21 giorni. I lidi prenotabili online passano da 55 a 61 (+11%), segnale di una progressiva digitalizzazione dell’offerta. Il mercato resta però quasi totalmente domestico (96,6%).

Tuttavia si diversifica la componente internazionale con l’ingresso di Regno Unito, Australia, Singapore, Emirati Arabi, Canada e Belgio, benché i numeri restino ancora contenuti e poco rappresentativi. Si tratta perlopiù di un primo allargamento della visibilità internazionale del litorale laziale, ancora in fase iniziale ma coerente con la crescita di interesse registrata in altre parti della regione.

Prosegue la battuta d’arresto iniziata il 28 febbraio scorso: rispetto allo scorso anno all’appello mancano ancora il 40% circa delle prenotazioni degli americani. Sui budget allocati dai residenti oltreoceano incidono guerra in Medio Oriente, incertezze sui collegamenti aerei internazionali, l’aumento del costo del carburante e il timore di ulteriori rincari sui voli.