NewTuscia – TARQUINIA – Ogni città, prima o poi, arriva a un momento in cui non può più voltarsi dall’altra parte. Un momento in cui i cittadini devono guardarsi attorno e riconoscere che qualcosa si è fermato: la spinta, la visione, la capacità della politica di guidare e non solo di amministrare l’esistente. A Tarquinia questo momento è arrivato. Negli ultimi due anni la città è rimasta immobile. E la domanda che molti cittadini si pongono e che Diego Sileoni invita a porsi con coraggio è semplice e diretta: perché una città con un potenziale enorme è stata lasciata senza una direzione? Perché un territorio ricco di storia, turismo, energie giovani e risorse uniche è stato gestito senza una programmazione, senza un progetto, senza uno sguardo che andasse oltre il domani mattina?
La dialettica politica funziona così: si amministra, si viene criticati, si risponde con i fatti e con gli argomenti. Perché il punto non è chi governa oggi o chi governava ieri, il punto è accettare che il confronto democratico non può essere a senso unico. Non si può rivendicare il diritto di criticare quando si è all’opposizione e considerare intollerabile ogni critica quando si è al governo. Il vero limite è convincersi che tutti siano stupidi tranne sé stessi ed è proprio da questa presunzione che dovremmo provare ad andare oltre, recuperando il valore del confronto e del pensiero critico, altrimenti continueremo a dividerci tra furbi e stupidi, tra pastori e pecore, pronti a sentirci offesi ogni volta che qualcuno osa ricostruire i fatti in modo diverso dalla versione data. La realtà non cambia a seconda di chi la racconta e il confronto democratico non è un atto di ostilità ma è uno strumento indispensabile per amministrare meglio. Sarebbe ora che qualcuno facesse davvero qualcosa per Tarquinia e per tutti i tarquiniesi. Dal centro storico al PEEP, dal Lido a San Giorgio, da Marina Velca a Spinicci: ogni quartiere oggi si sente dimenticato. Una città non si governa stando fermi. Non si guida stando seduti. Non si risolleva se chi dovrebbe agire pensa prima alla propria posizione e solo dopo al bene comune.
La responsabilità di una città che vuole rialzarsi una città che cambia quando i cittadini decidono di non rassegnarsi. Quando pretendono serietà, quando chiedono risultati. Quando non accettano più che il tempo passi senza che nulla si muova.Una città cambia quando la politica torna a essere guida, visione, responsabilità. È questo il messaggio che Diego Sileoni porta avanti con determinazione: Tarquinia non può restare ferma. Non può accontentarsi. Deve tornare a muoversi, a crescere, a progettare, a credere nel proprio futuro. E questo futuro non nasce da un singolo atto amministrativo, ma da una comunità che sceglie di rialzarsi. Da cittadini che si fanno domande. Da una politica che risponde con fatti, non con scuse. Con impegno, non con slogan. Con lavoro, non con immobilismo. Perché una città immobile perde tempo.
















