NewTuscia  – ROMA – L’inferno dantesco reinterpretato con un urlo. Scream di Amanda Rosi è un’opera che brucia. corpo verniciato di rosso, testa moltiplicata dall’esposizione lunga come se il dolore non riuscisse a stare in un solo fotogramma, bocca spalancata su un urlo che il silenzio della fotografia rende ancora più assordante.

Dopo il riscontro ottenuto con Freak, l’artista torna a esporre negli spazi della Galleria Arte Contesa ArteDesign di via Margutta a Roma come ospite del premio internazionale Dante Alighieri, in programma dal 22 al 31 maggio.

La partecipazione alla rassegna, dedicata alla reinterpretazione contemporanea della Divina Commedia, rappresenta un nuovo riconoscimento all’interno di un percorso che, nelle ultime settimane, ha visto l’artista al centro dell’attenzione per la capacità di attivare confronto e dibattito.

Il successo di “Freak”

La mostra personale Freak, ospitata dal 10 al 19 aprile presso la Galleria Area Contesa ArteDesign, si è distinta per la forte risposta del pubblico e per la capacità di generare reazioni, dialogo e riflessione. Attraverso il linguaggio del body horror e un impianto narrativo articolato tra fotografia, libro e video art, il progetto ha affrontato il tema del corpo della donna come rappresentazione della violenza subita e interiorizzata. “Ho voluto testare il linguaggio dell’arte, e in questo caso il genere horror – afferma l’artista – per sensibilizzare l’osservatore sul tema della violenza subita dall’essere umano in generale e dalla donna in particolare, e sul rapporto problematico con il corpo e la biologia. L’interesse e l’entusiasmo con cui le persone hanno reagito, hanno dato ragione al mio progetto”.

Il premio Dante Alighieri

Dal 22 al 31 maggio, Amanda Rosi esporrà su richiesta della galleria le sue due opere Scream e Obe, scelte come rappresentazione personale rispettivamente dell’inferno e del paradiso danteschi. Accanto all’urlo di Scream, l’artista ha saputo costruire il silenzio. Obe è il suo Paradiso, immerso in un blu che non consola ma sospende, come se la salvezza fosse prima di tutto l’assenza del rumore.

Il premio internazionale Dante Alighieri è una rassegna che dal 2021 invita artisti contemporanei a confrontarsi con l’immaginario dantesco, reinterpretandone simboli e contenuti alla luce del presente, radunando critici d’arte e appassionati. In occasione dell’inaugurazione, prevista per il 22 maggio, l’artista interverrà presentando il proprio lavoro e la sua visione del concetto di inferno nell’arte e nella realtà quotidiana.

Nuovi progetti

Parallelamente all’attività espositiva, Amanda Rosi ha già in cantiere nuovi lavori tra fotografia e video, e opere inedite che continuano a muoversi tra sperimentazione visiva e riflessione sul corpo. Tra i progetti in corso, una serie che integra analogico, digitale e e intelligenza artificiale, e un’opera dedicata al tema del transumanesimo. “Il transumanesimo, per me, va inquadrato nell’ambito della liberazione delle potenzialità umane”, spiega l’artista. “La possibilità di non essere più prigionieri del corpo deve essere vista come uno degli obiettivi dell’essere umano per emanciparsi dal dolore. Immagino un futuro in cui identità e libertà non coincidano più con biologia e sacrificio”.

Con questo nuovo appuntamento a via Margutta, Amanda Rosi prosegue un percorso in cui l’arte si configura come strumento di indagine e attivazione critica, capace di generare dialogo tra immaginario contemporaneo e grandi narrazioni della tradizione.