NewTuscia – PISA
È pesantissimo il bilancio dell’incendio dalle 14 del 30 aprile 2026 , scollinando il crinale del Monte Faeta e ha cominciato a scendere in direzione di Asciano, la frazione del comune di San Giuliano Terme più vicina alle fiamme.
Lo sforzo messo in campo dalla protezione civile e dal servizio antincendio regionale e comunale è stato notevole: dal cielo quattro canadair, un elicottero S64 e uno della flotta regionale, a terra oltre cento fra vigili del fuoco e volontari. Ma non è bastato: sul Monte Faeta, dunque, è stata una notte di lavoro e apprensione, sia sul versante lucchese che su quello ascianese, con una quarantina di squadre in azione almeno fino all’alba.
Sono tante le persone che, sia pure a scopo cautelativo, hanno trascorso la notte lontano da casa. Anche nel territorio di Santa Maria del Giudice sono state decine le case evacuate in località Aglietta con gli abitanti che hanno trovato una sistemazione da parenti e amici.
L’emergenza per il maxi incendio sul Monte Faeta, tra le province di Pisa e Lucca , continua. Il forte vento fino a 50 all’ora ha complicato la lotta contro le fiamme, che dal tardo pomeriggio di venerdì Primo maggio, ha fatto un po’ meno paura, ma che si lasciano dietro danni enormi: sono circa 700 gli ettari bruciati secondo l’ultima stima.
Inoltre, Asciano è stata evacuata l’intera frazione fino alla provinciale 30: coinvolte circa 3.500 persone. Drammatica la situazione anche Santa Maria del Giudice, sul versante lucchese: anche qui ordinanza di evacuazione. È arrivato anche l’Esercito per evitare fenomeni di sciacallaggio.

















