Festa della Liberazione 25 aprile 1945 – 2026: 81anni di democrazia repubblicana
Stefano Stefanini
NewTuscia – VITERBO – “Festeggiare il 25 aprile, il significato della Liberazione oggi dopo 81 anni di democrazia repubblicana: la parola ai giovani”.
Ho incentrato la trasmissione televisiva “Speciale Festa della Liberazione” sull’intervista ai ragazzi Luca Antognozzi e Marco Lerose della Classe 5 A del Liceo Scientifico di Orte, con la preziosa collaborazione della Prof. Germana Fabbrica e della dirigente scolastica Prof. Viviana Ranucci.
Una festa nazionale per ricordare il 25 aprile del 1945, di 81 anni fa, quando iniziò la ritirata da parte delle truppe naziste e fasciste da Torino e Milano, in seguito all’arrivo dei partigiani in queste due città, e all’insurrezione della popolazione locale. Quel momento significò per il Paese l’inizio della fine della Seconda Guerra Mondiale, che venne ufficializzata il 29 aprile dello stesso anno con la firma della Resa di Caserta.
Fu, però, soltanto dal 1946 che questa data divenne “festa nazionale”, grazie a un decreto di Alcide De Gasperi, che in quel periodo guidava provvisoriamente il Governo italiano.
Queste le tracce su cui si e’ sviluppata l’intervista ai ragazzi.
La citazione di Alcide De Gasperi riguardante la fase della Liberazione e il superamento delle divisioni eʼ tratta dal contesto del decreto che istituì la festa nazionale nel 1946:
«Aiutateci a superare lo spirito funesto delle discordie, si devono lasciar cadere le vendette, si deve perdonare».
Questa frase evidenziava la necessità di riconciliazione nazionale dopo la fine del conflitto nazifascista, invitando a guardare alla ricostruzione piuttosto che alle divisioni del passato.
Piero Calamandrei – politico, avvocato e accademico italiano Ogni anno continuiamo a festeggiare questa ricorrenza, simbolo della liberazione dalla dittatura, di una resistenza civile che ha posto le basi per la libertà di ognuno di noi.
“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero – perché lì è nata la nostra costituzione.”
Sandro Pertini – VII Presidente della Repubblica italiana, giornalista e partigiano Con queste parole, Sandro Pertini, Presidente della Repubblica dal 1978 al 1985, vuole spronare i giovani a difendere la democrazia.
“Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vogliono due qualità a mio avviso, cari giovani amici: l’onestà e il coraggio.”
Il ruolo dei giovani, in questo senso, è cruciale. Sono le nuove generazioni a dover riprendere in mano il proprio futuro, con grande responsabilità.
Oggi in tutto il mondo, ragazze e ragazzi chiedono a gran voceuna in primis Pace e collaborazione tra i Popoli: il rispetto dei diritti umani, la parità di genere, un’istruzione di qualità, la fine della fame nel mondo e dei conflitti internazionali. Questi obiettivi e tanti altri fanno parte dell’Agenda ONU 2030.
Questi i quesiti a cui Luca Antognozzi e Marco Lerose hanno dato rasposte eloquenti e responsabili.
Alla luce delle affermazioni di Alcide De Gasperi, Piero Calamandrei e di Sandro Pertini cosa intendete oggi per libertà e democrazia a 81 anni dalla Liberazione dalla dittatura?
Leggendo i principi fondamentali della Costituzione, quali articoli secondo voi assicurano i diritti di libertà e realizzazione della persona ?
Oggi in molti Paesi del mondo dilaniati dalle guerre le libertà di espressione del pensiero, i diritti finalizzati ad assicurare una vita libera e dignitosa attraverso il lavoro e i doveri di solidarietà, legalità, di partecipazione democratica alla vita dello Stato sono fortemente limitati. Quali sono secondo voi le ragioni di queste criticità ?
Nella vostra esperienza di vita di giovani Vi sentite limitati in qualche modo nell’esercizio dei diritti ? Quali sono le esigenze che avvertite per costruire una società migliore nel vostro futuro ?
Sentite il bisogno di impegnarvi, di concorrere e di partecipare alla vita politica, contribuendo al governo delle istituzioni pubbliche, collaborare da attivita’ di Volontariato, partendo dai Comuni e dal Vostro Istituto di Istruzione Superiore ?
L’invito e’ quello di seguire l’intervista ai ragazzi, per apprezzare la maturita’, il senso di responsabilita’, la volonta’ di partecipazione, insieme alla conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione repubblicana e della democrazia partecipativa, elementi che ci fanno ben sperare per il futuro dei nostri giovani e dell’Italia.
















