Stefano Stefanini
NewTuscia – VITERBO – La trasmissione Fatti e Commenti di questa settimanacondotta da chi scrive, con la collaborazione redazionale di Gaetano Alaimo con la regia di Marco Nicoletti, sarà dedicata al mondo del Lavoro ed alla valutazione dei contenuti della Legge di Bilancio 2026 in discussione presso le Camere con Giancarlo Turchetti segretario generale UIL Viterbo Lazio Nord e con Diego Basile Segretario UIL FPL Poteri Locali, Sanita‘ e Enti Locali.
Per Giancarlo Turchetti e’ necessario rinnovare il „Patto Sociale“ sottoscritto nel 2019 tra istituzioni e forze produttive per un Modello di Sviluppo incentrato su: infrastrutture viarie, valorizzazione dei centri storici, università, termalismo turismo, tipicita’ agroalimentari e sanita‘ pubblica e privata, misure per trattenere i giovani in Italia come risorsa per lo sviluppo.
Il segretario generale della UIL Viterbo e Alto Lazio Giancarlo Turchetti aveva già anticipato in una conferenza stampa del 14 luglio scorso un piano politico-sindacale per il rilancio della Tuscia e della città di Viterbo, a partire dalle criticità del territorio e dalle risorse disponibili, come i citati 550 milioni di euro del piano industriale regionale, su cui i sindacati non sono stati minimamente coinvolti.
La UIL ha illustrato già dalla scorsa estate un Documento, articolato per territori e materie di intervento, che sarà discusso tra le parti sociali e le Istituzioni territoriali, comuni, provincia di Viterbo il tra pochi giorni presso la Sede della Provincia di Viterbo, per poi essere presentato operativamente alla regione Lazio.
Per Turchetti la Tuscia appare come un territorio depresso, con una forte denatalità e fenomeni di spopolamento, con servizi spesso insufficienti, forte disoccupazione giovanile, infrastrutture carenti e sanità inefficiente.

Link della trasmissione https://youtu.be/1B6zaTlrNpg
Come registrato nella Giornata dell‘Economia, promossa dalla Camera di Commercio di Rieti e Viterbo, l‘economia locale si regge sui settori dell‘ agricoltura e del turismo.
Il sindacato chiede sostanzialmente un progetto generale, un „modello di sviluppo condiviso“ e attuato dagli attori socio economici e istituzionali del territori, con risposte fattibili per migliorare in sintesi:
1. qualità della vita nelle città e nei piccoli centri, in particolare per la gestione della viabilità e del traffico;
2. Miglioramento dei collegamenti viari regionali e nazionali;
3. Istruzione, cultura, convegnistica, turismo e termalismo;
4. Ambiente e fruibilità dei beni ambientali e culturali
5. l’industria del turismo e ricettività del Belpase Italia, ed in particolare della nostra Tuscia.
6. Reale potenziamento dei sanitari di base su tutto il territorio provinciale e medicina territoriale di base a servizio delle categorie più svantaggiate.
7. LaTuscia dovrà attrezzarsi altresì per potenziare e valorizzare i settori ambientale e della qualità della vita, soprattutto in termini di cultura, monumenti natura, cura dell’alloggio con la qualificata rete di alberghi e agriturismi, con alimentazione di qualità dei ristoranti tipici, con trasporti da efficientare, sport e divertimenti, shopping di qualità prevalentemente nei Centri Storici
In particolare il segretario della UIL Giancarlo Turchetti ha citato singoli ambiti socio economici su sui intervenire.
L’edilizia privata e pubblica, ultimamente trainante, è ormai ferma, mentre la sanità pubblica soffre per la cronica carenza di personale e di medici di base, con il fenomeno della mobilità sanitaria verso le vicine Umbria e Toscana.
Le proposte sindacali riguardano anche le infrastrutture viarie : raddoppio delle linee e ammodernamento del trasporto su rotaia, collegamenti ferroviari diretti tra Viterbo e Roma con miglioramento di tempi e qualità del viaggio, specie pendolare recentemente peggiorato, completamento della trasversale Orte-Civitavecchia, sblocco dei progetti esecutivi per la Cassia, fermi da anni. Interventi strutturali che fornirebbero opportunità di lavoro e sviluppo duraturi per l‘intera provincia.
Turchetti ha, quindi, puntato l’attenzione sullo sviluppo urbanistico ed il centro storico di Viterbo, con la riqualificazione tramite incentivi alla ristrutturazione di immobili privati e pubblici (es. ex Banca d’Italia, ospedale vecchio).
Vanno altresì attuati incentivi fiscali alle botteghe artigiane e alle attività commerciali locali per rivitalizzare tutti i centri storici della Tuscia.
Altro aspetto importante quello dell’università della Tuscia, con il potenziamento del suo ruolo ed il trasferimento nel centro storico, utilizzando ad esempio il palazzo dell’ex Banca d’Italia.
Turchetti ha, inoltre, evidenziato l’importante di realizzare a Viterbo una facoltà universitaria di Medicina legata all‘Ospedale Santa Rosa, sottolineando la assoluta necessità di ristrutturazione e potenziamento delle Case della Salute (sintomatica e scandalosa l‘incompiuta di Orte) e degli ospedali territoriali. “E’ necessario abbattere le liste d’attesa e rilanciare la sanità pubblica, oggi penalizzata a favore del privato”.
Altra grave carenza acutizzatasi recentemente e’ la graduale chiusura di servizi socio economici di base nei paesi, specie i più piccoli: come farmacie, ambulatori medici di base, bancomat, servizi di trasporto.
Sul versante scuola ha dichiarato la necessità di fermare il dimensionamento scolastico indiscriminato, accogliendo con favore la sentenza del Tar per quanto riguarda il complesso scolastico del Carmine. Ha evidenziato l’esigenza di difendere i presidi di cultura e integrazione, fondamentali per combattere l’abbandono scolastico.
Sul versante agricoltura, si ravvisa l‘esigenza di tutelare il suolo agricolo contro l’invasione del fotovoltaico a terra e valorizzando le filiere corte delle eccellenze agroalimentari locali.
Per quanto riguarda, infine, il turismo e il termalismo, per la Uil è fondamentale il rilancio delle terme ex INPS e delle strutture termali pubbliche, rendendole accessibili a tutte le fasce economiche, coordinandole con l’offerta turistico-culturale di cui e‘ ricca la Tuscia.
Occorre fermare il trasferimento di giovani costretti a emigrare dai paesi della Tuscia in cerca di occupazione retribuita e stabile.
Solo un Patto Sociale, un intervento coordinato e condiviso tra Regione, Comune, Provincia, sindacati, imprese e università potrà garantire un futuro produttivo, sociale e culturale alla città dei Papi.
Queste sono le sfide del futuro economico della Tuscia, l‘incontro programmatico in Provincia dimostrerà se e con quali modalità operative dai programmi condivisi e dalle giuste aspettative si passerà ai fatti concludenti.
















