NewTuscia – VITERBO – A processo per violenza sessuale un conducente di camper che nel 2021 avrebbe dato un passaggio ad una ragazza della provincia di Trento, all’epoca 22enne, per raggiungere il rave party sul lago di Mezzano.
La testimonianza della giovane, adesso 26enne, ha descritto i fatti come “un incubo della durata di tre giorni” davanti al tribunale di Viterbo. Secondo l’accusa, il conducente del camper – che la ragazza aveva conosciuto a un altro rave su presentazione di un amico tra i frequentatori di questi tipi di party – l’avrebbe palpeggiata e avrebbe anche tentato di costringerla ad avere un rapporto. Secondo la presunta vittima, il giovane, già durante il viaggio verso Mezzano, avrebbe iniziato a bere e a farsi insistente, ma le cose sarebbero peggiorate una volta arrivati sul posto. “Diceva che dovevo farmi scopare perché mi aveva fatto arrivare fin lì. Quando cercavo di evitarlo mi insultava, mi chiamava troia e diceva che dovevo morire. Io soffro di alcuni disturbi e una volta ha lasciato di proposito il camper, il mio unico punto di riferimento, in mezzo a una folla di migliaia di persone per farmi andare nel panico.” Nella sera di Ferragosto lui sarebbe anche entrato nel camper mentre lei si stava cambiando e, sempre secondo la testimonianza della 26enne, l’avrebbe afferrata e le si sarebbe strusciato addosso. A quel punto la giovane ha contattato la madre, che l’ha convinta a chiamare i carabinieri. Il 17 agosto, una volta sporto denuncia, è stata accompagnata al pronto soccorso a Viterbo.
Durante l’ultima udienza ha testimoniato anche un’altra ragazza presente al party, definendolo “una festa da dimenticare con un clima da scappati di casa” e dichiarando di aver assistito a degli scatti di rabbia e insulti da parte del ragazzo, ma di non aver visto le molestie nel camper, anche se la giovane “era molto agitata e spesso piangeva, si capiva che era successo qualcosa”.
Il processo, che a un certo punto è continuato a porte chiuse, riprenderà con l’audizione della madre della 26enne.
Ricordiamo che per la legge italiana vige la presunzione di innocenza fino allz sentenza definitiva.
















