Stefano Stefanini
NewTuscia – ORTE – Oggi 5 novembre si inaugura la nuova farmacia comunale di Petignano Borgo San Lorenzo, che rappresenta un tassello importante di assistenza e di supporto alla salute e al benessere dei cittadini sul territorio .
L’evento ci sollecita una riflessione e una richiesta di approfondimento per quanto concerne la costruenda Casa della Salute, Ospedale di Comunita’, con la realizzazione della degenza infermieristica ad alta intensità.
Il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, parlando dell‘edilizia sanitaria regionale oggetto di un programma senza precedenti di oltre un miliardo di euro per il 2023-2024 e per gli esercizi successivi, ha confermato fin dallo scorso anno rilevanti investimenti per gli ospedali della Tuscia, da Belcolle ad Acquapendente, da Tarquinia a Civita Castellana, sino allo stanziamentp di 4 milioni e 400 mila euro per l‘ultimazione della casa o ospedale di comunità di Orte.
La costruenda (da decenni) “Casa della Salute”, ex Residenza Sanitaria Assistita in località Borgo San Lorenzo Petignano di Orte costituisce uno degli esempi più eclatanti delle pratiche o meglio (male pratiche), dei “dossier” per troppo tempo rimasti “non governati”.
Dopo la conferma del presidente Rocca, lo stanziamento di oltre 4 milioni di euro per l’ultimazione della Casa della Salute di Orte rimasto disponibile dalla regione Lazio, permetterebbe di recuperare il tempo perduto, fornendo alla popolazione, specie quella sanitariamente ed economicamente più fragile, una struttura sanitaria territoriale strategica, per cui si potrebbe addivenire al più presto – qualora non ostino gravi impedimenti di legge o procedurali – alla stipula di una nuova Convenzione tra la ASL ed il Comune di Orte, proprietario del suolo, per dar corso all’avvio degli interventi di ultimazione dell’opera, iniziata nel lontano 2011 e bloccata da controversie legate all’esecuzione dell’appalto di costruzione.

I cittadini auspicano un intervento di sblocco dell‘intervento alla struttura di Orte, con un possibile intervento coordinato tra i consiglieri Daniele Sabatini, capogruppo di Fratelli d‘Italia in Consiglio regionale, di Giulio Zelli Menegali, presidente della Commissione Agricoltura e di Enrico Panunzi, vice presidente del Consiglio regionale, espressione della Tuscia.
Anche la giunta e il consiglio comunale di Orte possono sollecitare una soluzione politica amministrativa alle problematiche legate alla struttura sanitaria da troppo tempo incompiuta.
Un po‘ di storia. L’Assessorato alla Sanità della regione Lazio della precedente giunta Regionale di Nicola Zingaretti aveva reso noto un programma di 11 interventi di edilizia sanitaria, per il potenziamento della rete territoriale delle case della salute e degli ospedali di comunità, per un importo complessivo pari a 27.103.712,12 euro.
Per la Asl di Viterbo la regione aveva deliberato un finanziamento da 4 milioni e 458 mila euro per il completamento della Casa della Salute di Orte e la realizzazione della degenza infermieristica ad alta intensità; e 3 milioni e 723 mila euro per la realizzazione della Cittadella della Salute a Vetralla, per cui di era particolarmente impegnato il consigliere regionale del PD, Enrico Panunzi.
Da tempo non si parlava più neanche nei dibattiti politico amministrativi della mancata ultradecennale ultimazione del Centro Salute e Residenza Sanitaria Assistita di Orte, che verrà trasformata in Casa della Salute per fornire i servizi sanitari di base alla popolazione del comprensorio .
Cerchiamo di ricostruire la vicenda della struttura sanitaria rimasta tanti anni incompiuta. L’allora capogruppo di “Cuoritaliani” in Consiglio Regionale del Lazio, on. Daniele Sabatini, era stato intervistato da chi scrive, nella trasmissione “Fatti e commenti” del giugno del 2016 sugli schermi di Teleorte ed aveva illustrato lo stato della pratica amministrativa relativa all’ ultimazione del Centro Salute e Residenza Sanitaria Assistita di Orte in località Petignano San Lorenzo, oggetto a fine 2015 di interrogazione in consiglio regionale al presidente Nicola Zingaretti .
Più recentemente il consigliere regionale del PD Enrico Panunzi, ci aveva informato sempre in una intervista televisiva della controversia sorta nei confronti della società esecutrice dei lavori e dei conseguenti ritardi nella riassegnazione delle opere di ultimazione.
Intanto la struttura da anni incompiuta sta deperendo sempre di più, nell’incuria e tra le sterpaglie che ogni tanto vengono ripulite.
La giunta regionale presieduta da Nicola Zingaretti aveva dato conferma a inizio 2016 del mantenimento della realizzazione dei 64 posti letto della costruenda struttura, legittimando in qualche modo il sindaco e il consiglio comunale di Orte a dare concreta attuazione della Convenzione del marzo 2015 per la ripresa e ultimazione della struttura sanitaria territoriale.
Nel lontano 2011 erano stati avviati i lavori per la costruzione della RSA e Centro Salute che prevedeva, in base ad una prima convenzione tra comune di Orte e Asl di Viterbo, un accreditamento di 60+4 posti letto, ma, non essendo stato realizzato nulla di concreto, le incertezze amministrative e burocratiche non lasciavano ben sperare.
Neanche la seconda convenzione stipulata tra il comune, la Asl e la Regione sembra aver sortito alcun effetto positivo; era ormai tempo di superare l’impasse e procedere alla ultimazione del complesso socio-sanitario. Sabatini nella sua interrogazione da consigliere regionale all’allora governatore Zingaretti aveva chiesto quindi di sapere se questa opera sarebbe stata effettivamente realizzata e in quali tempi, visto che il completamento della avrebbe portato una boccata d’ossigeno al territorio, fin troppo vessato dalla situazione della sanità laziale…
Va tenuto presente che, dopo varie prese di posizione del PD e di altre forze politiche, il 22 marzo 2015 la Giunta e la maggioranza che sosteneva il sindaco Moreno Polo aveva dato notizia della firma della Convenzione fra il Comune di Orte e l’Azienda Unità Sanitaria Locale di Viterbo per la realizzazione del Centro Salute e R.S.A. di Orte.
Nel comunicato del progetto civico il “Quadrifoglio” veniva dichiarato: “Tralasciando tutta la travagliata cronistoria della vicenda ed i risultati (scarsi) a cui oggi è arrivata la questione, i punti salienti dell’accordo portano il Comune di Orte a subentrare alla ASL Viterbo quale Ente assegnatario del finanziamento per concludere l’opera.

La ASL cede gratuitamente il progetto preliminare della struttura che il Comune si impegna ad integrare e portare a compimento con il trasferimento di 3.566.449,17 € da parte della Regione Lazio.
Una volta terminati i lavori, il Comune cederà gratuitamente alla ASL la porzione di immobile del Centro Salute con relativo terreno, parcheggio ed ingresso indipendente. Il Comune di Orte resterà invece proprietario del terreno e dell’edificio destinato alle funzioni di R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistita) e riceverà dalla AUSL di Viterbo anche l’accreditamento Regionale (di complessivi 64 posti) per la gestione della stessa.
Allora fu ribadito che “È interesse primario del Comune di Orte portare a compimento e ottenere la piena funzionalità dell’opera, che per questo è stata inserita da anni nel Piano triennale delle opere pubbliche del comune, allegato al Bilancio annuale. I risvolti positivi per il territorio sono pienamente immaginabili ed auspicabili, ma si vuole sottolineare che il Comune di Orte, qualunque sia l’Amministrazione presente o futura, sarà a tutti gli effetti proprietario della struttura R.S.A. e responsabile della sua gestione”.
Con i provvedimenti programmatori di spesa annuali la regione Lazio aveva dato una risposta, si spera ultimativa, deliberando il finanziamento da 4 milioni e 458 mila euro per il completamento della Casa della Salute di Orte e la realizzazione della degenza infermieristica ad alta intensità.
Ora si attendono chiarimenti e informazioni certe sulla stipula di una Convenzione tra ASL Regione Lazio e Comune di Orte, l’avvio del cantiere e l’ultimazione della struttura sanitaria, di importanza vitale per i livelli di assistenza sanitaria di base della città di Orte e dell’intero comprensorio, che mostra l’esigenza irrimandabile di una struttura moderna ed efficiente di medicina territoriale a servizio della popolazione, specie quella più fragile sanitariamente ed economicamente.














