NewTuscia – VITERBO – Il Comune di Viterbo decida se richiedere con altri 715 Comuni europei il riconoscimento della via Francigena come Patrimonio mondiale dell’umanità
o declassarla a circuito per il trasferimento di biomasse non meglio identificate a solo vantaggio di interessi privati e del finto green imposto dall’Ue.
Cosí come avviene in tutta Italia, anche il Comune di Viterbo, senza coordinarsi con gli altri Comuni della Provincia per decidere cosa fare della pioggia di autorizzazioni per l’installazione di megaimpianti di biogas e fotovoltaici, lascia che gli interessi privati di
aziende a caccia di incentivi pubblici in tutta Italia, prevalga sulla logica ed il buon senso.
Dopo aver approvato, nel Natale del 2023, un progetto senza senso ma appetitosamente finanziabile che prevede di trasformare derrate alimentari e foraggi in energia elettrica,
grazie ad incentivi statali ed europei prelevati forzosamente dalle bollette di tutti i cittadini, i tecnici della Provincia di Viterbo, con il consenso dei tecnici del Comune, hanno approvato, dopo l’Epifania di quest’anno, una variante che quasi raddoppia la potenzialità di una centrale per la produzione di biometano, potendo consentire la sua
alimentazione anche con “fanghi derivanti dai processi di depurazione delle acque reflue urbane” e “materie derivate dai rifiuti organici”.
Se la normativa italiana ha sbrigativamente accettato nel 2018 di far smaltire attraverso queste centrali le profumate sostanze provenienti dalla depurazione delle acque reflue e
dai rifiuti organici, le determine dirigenziali che hanno approvato il progetto della megacentrale a biomasse per la produzione di così detto biometano, da far sorgere tra
caseifici e allevamenti di bovini da latte, non hanno fatto nulla per utilizzare percorsi logici a decine di automezzi pesanti che ogni giorno consentiranno alla centrale di alimentarsi.
Accettando che dai 13 ai 18 mezzi pesanti da 30 tonnellate ognuno. senza nessun
controllo, passino per un importante tratto della via Francigena che non potrà più essere valorizzata e che dovrà richiedere ai 20.000 pellegrini che la percorrono ogni anno di spostarsi su altre strade se davvero vogliono raggiungere Viterbo andando verso Roma o Montefiascone in direzione di Canterbury, si priveranno le realtà locali di una grande opportunità economica legata al turismo lento e al cicloturismo, in cambio della promessa di assumere a tempo pieno 2-3 addetti per il funzionamento della centrale a
Biomasse e di “compensazioni ambientali” senza nessuna etica.
Se questa operazione insensata ha destato il pieno disaccordo dell’Associazione Europea
delle Vie Francigene indirizzato al Presidente della Regione, al sindaco di Viterbo ed ai Ministeri interessati, per noi che ci battiamo per contrastare la rottamazione dell’agricoltura e la chiusura annuale di decine di migliaia di aziende agricole a gestione familiare in tutta Italia, è indispensabile allertare la popolazione del cambiamento forzato
a cui stanno destinando i nostri territori.
Da produttori di cibo, di cultura e di accoglienza rurale i territori vengono trasformati in insensate ed insalubri fabbriche di energia elettrica, esclusivamente grazie a finanziamenti prelevati anche dalle bollette elettriche imposte a tutte le famiglie e
incentivate dalle false politiche ecologiste, senza nessun vantaggio per i cittadini.
Serve chiedere alle amministrazioni interessate e alle realtà associative e sociali ancora virtuose, di coordinarsi per agevolare il reale benessere di tutti e non gli interessi privati di chi disinvoltamente ricorre ad espropri dei terreni agricoli ed all’occupazione delle
risorse culturali appellandosi ad una incomprensibile ”pubblica utilità”.
Per il CoNCA
il presidente
Antonio Felice Monfeli
















