Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO  – Nella trasmissione Fatti e Commenti in onda sugli schermi di Teleorte e visibile su www.teleorte.it intervisteremo, con la collaborazione redazionale di Gaetano Alaimo e la regia di Marco Nicoletti, la collega Wanda Cherubini autrice del libro “Nel nome di Rosa” e Serena D‘Orazi della casa editrice Serena.

Al telefono avremo la testimonianza del presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, con testimonianze del „sentimento“ popolare del trasporto e il racconto del riconoscimento UNESCO della Macchina di Santa Rosa.

Il libro, che ha il gratuito patrocinio del Comune di Viterbo e la collaborazione del club Inner Wheel di Viterbo, contiene le prefazioni del Vescovo Orazio Francesco Piazza, della sindaca Chiara Frontini, del presidente del Sodalizio dei facchini di S. Rosa, Massimo Mecarini e del presidente dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) del Lazio, Maurizio Di Schino.

“Nel nome di Rosa” racconta l’anima di una festa che attraversa i secoli fino a giungere all’emozione collettiva del Trasporto della Macchina.

L’autrice e l‘editrice ci sveleranno i temi e le caratteristiche fondamentali del testo in particolare l‘evoluzione della tradizione del Trasporto della Macchina di Santa Rosa e gli strumenti attuali di narrazione dell‘evento attraverso gli strumenti di comunicazione interattiva e multimediale – come le testimonianze personali dei giovani su Facebook, Instagram e TikTok – che hanno integrato il racconto orale e scritto.

La fraternità delle suore Francescane Alcantarine, che hanno ospitato la presentazione del testo, così ha sintetizzato l’esperienza della giovane Santa : Rosa con la sua vita continua a parlarci, a interrogarci, a scuotere le coscienze… aperta alla vita e capace di rendere positivo ciò che apparentemente agli occhi dell’uomo sembra assenza di Dio. Rosa non può trattenere per se’ questo grande dono… va per le vie di Viterbo ad “urlare” la grandezza di Dio … e aggiungiamo noi “ ancora oggi” attraverso la Fede testimoniata dalla Citta’ di Viterbo nella sua interezza.