Mondo – NewTuscia – Dal fronte del conflitto russo ucraino non giungono particolari novità, con la guerra che continua ferocemente ad andare avanti nonostante il sostanziale stallo intervallato da lente avanzate russe su pezzetti di terra e conquista di piccoli villaggi. La situazione più calda si registra ormai da tempo nell’Ucraina centro-orientale, specie nella zona di Pokrov’sk, nell’oblast di Donetsk.

Le forze russe infatti continuano ad attaccare pesantemente la città, di noteveli dimensioni (60 mila abitanti nel 2022) in questo caso, nonché soprattutto centro strategico in quanto hub logistico, minerario e militare fondamentale per Kiev.  I russi dopo averla circondata a tenaglia la crivellano ormai giorno e notte, notte e giorno. Le gigantesche fortificazioni ucraine sembra stiano cedendo dopo un anno di bombardamenti e guerra feroce. Qualche giorno fa è emersa la notizia di sabotatori russi travestiti da ucraini che sono entrati in centro città e hanno teso un’ imboscata, facendo saltare in aria un commando di soldati ucraini.

 

La dottoressa Marina Miron, esperta del dipartimento di studi della Difesa al King’s College di Londra vede una situazione in graduale peggioramento per gli ucraini in questo punto del fronte.

Qui dunque la strenua difesa ucraina che ha resistito e resistenza come detto da ormai un anno, potrebbe giungere al termine, in quanto le forze d’invasione starebbero schiacciando la resistenza. Anche altrove, le truppe ucraine stanno subendo attacchi lungo la linea del fronte, con Mosca che, secondo quanto riferito, sta utilizzando un oleodotto per spostare il personale nel nord-est vicino a Kupyansk, nel tentativo di esercitare ulteriore pressione sulle risorse limitate di Kiev.

Che la situazione stia peggiorando lo conferma appunto la dott.ssa Marina Miron, la quale ha citato rapporti secondo cui le forze russe controllano tutte le rotte di rifornimento e hanno “creato una kill zone” utilizzando droni, rendendo molto difficile per l’Ucraina rifornire le sue truppe lì. Conquistarla ostacolerebbe gravemente le linee di rifornimento ucraine e metterebbe in pericolo città cruciali come Kramatorsk e Sloviansk. “Ci vorrà tempo perché ciò che i russi stanno cercando di fare essenzialmente è estromettere gli ucraini”, ha detto la dott.ssa Miron a Sky News.

 

“Non vogliono assaltare la città perché è troppo difficile e richiede troppa manodopera, supponendo molte perdite.” Invece, stanno cercando di circondarla completamente, ha aggiunto. Questo riflette un “approccio cambiato“, afferma la dott.ssa Miron, con l’esercito russo che sembra favorire operazioni di accerchiamento più lente piuttosto che le ondate di assalto ad alto tasso di vittime con cui sono state conquistate località come Bakhmut.

Nonostante il conclamato disimpegno americano nel conflitto, conseguente alla politica isolazionista dell’amministrazione Trump, è stata tuttavia registrato una svolta di condotta e di approccio di Washington relativamente alla guerra: “Sono molto deluso da Putin” e “non soddisfatto di quello che Putin e della Russia stanno facendo. Sta uccidendo persone senza motivo“, ha dichiarato il presidente americano. La continuaazione del conflitto sembra dunque aver rotto la sintonia che univa la Casa Bianca al Cremlino.

Zelensky ha dichiarato ad Axios che, se la Russia non porrà fine alla guerra, i funzionari che lavorano al Cremlino dovrebbero assicurarsi di sapere dove si trova il rifugio antiaereo più vicino. Zelensky ha detto di aver fatto una richiesta particolare a Trump: un nuovo sistema d’arma che costringerebbe Vladimir Putin a sedersi al tavolo dei negoziati. Il presidente ucraino ha affermato di aver ricevuto il sostegno esplicito di Trump per colpire obiettivi russi come infrastrutture energetiche e fabbriche di armi. E ha aggiunto che, se Kiev riceverà ulteriori armi a lungo raggio dagli Usa, «le useremo».

 

Dmitrij Medvedev, braccio destro di Putin e e Vipresidente del Consiglio di sicurezza nazionale, rispondendo alle parole del presidente ucraino, ha dichiarato:«Il tossicodipendente di Kiev ha affermato che il Cremlino deve sapere dove si trova il rifugio antiaereo per potersi nascondere quando usa armi americane a lungo raggio. Quel cretino deve sapere un’altra cosa: la Russia potrebbe usare armi contro cui un rifugio antiaereo non protegge. E gli americani dovrebbero ricordarselo».