Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – I comuni italiani associati nell‘Anci hanno approfondito recentemente la problematica del diritto alla mobilità, un diritto costituzionale fondamentale che ci deve orientare a garantire servizi più accessibili e capillari in aree interne sempre più periferiche a rischio di isolamento, alla luce delle sempre minori risorse pubbliche destinate al trasporto pubblico, contemperando l’attrattività delle grandi città.

Queste ultime hanno l’esigenza di conciliare la qualità dell’aria, che passa attraverso la riduzione delle emissioni, ma anche e soprattutto la qualità dello spazio urbano, risorsa sempre più scarsa e preziosa, decongestionando le nostre strade”.

Queste le dichiarazioni di Vito Parisi, vicepresidente Anci Nazionale, con delega a Trasporto Pubblico Locale, Traffico Urbano e Mobilità e sindaco di Ginosa nel suo indirizzo di saluto alla terza edizione dell’ECO Festival della mobilità sostenibile e delle città intelligenti svoltosi recentemente a Roma.

Un evento che mira a fare il punto sullo stato dell’arte della transizione ecologica nella mobilità nelle sue diverse declinazioni.

“E’ necessario in questa prospettiva – ha continuato il sindaco di Ginosa – potenziare e innovare il trasporto pubblico locale, con infrastrutture differenti, sia che velocizzino gli spostamenti più distanti e lunghi, sia che favoriscano la mobilità attiva e sostenibile.

“La pianificazione della mobilità e del territorio – ha rimarcato – è sempre più centrale ed è da rafforzare il ruolo dei Comuni, in attuazione dell’adeguamento al regolamento europeo TEN-T che nella versione di recente aggiornamento estende l’obbligo a 50 nodi urbani italiani di dotarsi entro la fine del 2027 di un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile”.

Parisi ha evidenziato la necessità impellente di identificare la domanda di mobilità attuale, investendo su indagini e raccolta solida di dati, che “ha subito molti cambiamenti negli ultimi anni, specie rispetto all’utilizzo delle automobili. Molti, infatti – ha detto – ormai preferiscono il noleggio o lo sharing come alternativa alla proprietà, una variabile fondamentale che influenza la creazione di infrastrutture e servizi di trasporto pubblico locale che rispondano alle esigenze dei cittadini che, invece, ad oggi non hanno possibilità di scegliere”.

La Tuscia e la gestione della viabilità legata al pendolarismo

C‘e‘ da aggiungere per le realtà dei comuni della Tuscia viterbese interessate dal notevole fenomeno del pendolarismo verso Roma l‘adozione di interventi di potenziamento e ampliamento della viabilità‘ di ingresso e uscita dai parcheggi di interscambio presso le stazioni ferroviarie.

Sintomatico il caso della stazione di Orte, con centinaia di viaggiatori pendolari che quotidianamente nelle fasce orarie dalle 7 alle 9 e dalle 17 alle 20 subiscono file interminabili con perditempo e problematiche di inquinamento.

Basterebbe realizzare un ponte di collegamento tra il parcheggio di interscambio ferroviario con l‘area superstrada autostrada, da decenni proposta elaborata con tanto di pista ciclo pedonabile, che occorre con urgenza mettere in programma.