Riceviamo e pubblichiamo
NewTuscia – VITERBO – Dove siete, facchini? E voi, cittadini di Viterbo? Dopo il clamore del recente Trasporto della Macchina di Santa Rosa, perché nessuno interviene pubblicamente su quanto accaduto?
Durante la diretta televisiva su TV2000, nel momento del trasporto, si è sentita chiaramente un’espressione volgare provenire dal capo facchino. Le immagini e i microfoni hanno trasmesso a livello nazionale un episodio che ha colpito molti spettatori, suscitando discussioni anche sui social, tra reazioni indignate e voci più comprensive che hanno collegato la frase alla tensione e alla preoccupazione per la sicurezza dell’evento.
Personalmente, ho provato amarezza nel constatare come, in un contesto di grande valore religioso e civile, possano emergere episodi che rischiano di distogliere l’attenzione dal significato autentico della tradizione.
Quella sera Viterbo era in festa, ma al tempo stesso viveva la preoccupazione per possibili minacce. In tale clima, forse proprio per l’emozione e la pressione, è nato un episodio che ha dato adito a polemiche. Non si tratta certo di un fatto trascurabile, perché il Trasporto di Santa Rosa è espressione di fede, di storia e di identità della città.
Gli stessi facchini, con la loro forza e dedizione, dovrebbero sentirsi eredi di un simbolo che non riguarda soltanto la resistenza fisica, ma anche la testimonianza spirituale e morale. La tradizione non è soltanto spettacolo o orgoglio cittadino: è soprattutto un segno di fede che va custodito.
Per questo, sarebbe auspicabile che, di fronte a episodi del genere, vi fosse una presa di posizione chiara: scuse pubbliche, riflessione sull’accaduto e, se necessario, anche provvedimenti interni che rafforzino il legame tra la manifestazione e i suoi valori originari. La comunità e la Chiesa locale hanno il compito di custodire questo patrimonio, garantendo che rimanga coerente con il messaggio di Santa Rosa.
Il popolo di Viterbo, allora, è chiamato a non rimanere indifferente, ma a vigilare sul senso autentico di questa tradizione, perché non prevalga soltanto l’aspetto esteriore o spettacolare. Santa Rosa ci ricorda che, oltre al prestigio e al riconoscimento, conta soprattutto la fedeltà a Dio e ai valori che hanno ispirato secoli di devozione.
Raccogliamo, dunque, questa eredità e continuiamo a onorare la nostra tradizione con la giusta consapevolezza.
Camilli A.
















