Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Il Comitato Comitato pendolari Orte e il Comitato  pendolari Teverina hanno chiesto al Ministero dei Trasporti e alla Regione Lazio gli esiti dell‘incontro tra il ministro Salvini e il presidente dell‘ Autorità di Regolazione dei Trasporti.

I Comitati si sono così espressi: „Abbiamo appreso che il ministro e vicepresidente del consiglio Salvini si è incontrato con il presidente dell’Autorità di Regolazione Trasporti Zaccheo per le prescrizioni alla circolazione sulla linea AV Roma-Firenze solo ai treni con velocità superiore ai 200 km/h.

Riguardo al procedimento avviato dall’ART verso RFI, Regioni interessate e Trenitalia per individuare una deroga a tali prescrizioni, abbiamo saputo che la stessa potrebbe essere anche  ‘parziale’.

 

Chiediamo di sapere cosa si intenda per parziale.

Siamo preoccupati che possa riferirsi alle fasce orarie meno appetibili per i gestori del servizio ferroviario AV e non anche per quelle  a servizio dei pendolari (soprattutto il mattino dalle 6:30 alle 9 ed il pomeriggio dalle 16 alle 19).

Vorremmo rassicurazione che tale deroga allo studio sia più estesa possibile, al fine di agevolare i pendolari (compresi i turnisti), favorendo una mobilità sostenibile con la garanzia di convogli che non siano stipati all’inverosimile.

Auspichiamo che i nuovi treni regionali veloci, acquistati dalle Regioni, entrino in funzione prima possibile, in modo da tornare alla stessa offerta Trenitalia di collegamenti Orte-Roma e viceversa in vigore fino ai primi giorni di dicembre 2024.

Sulla vicenda ricordiamo che in occasione dell’inaugurazione della fine lavori  di ristrutturazione della stazione di Viterbo Viale Trieste della linea  Roma Nord, l‘assessore regionale ai  Trasporti  Fabrizio Ghera ha riferito, tra l’altro della sua attività finalizzata alla  proroga di un anno dei treni sulla linea Direttissima, da Orte a Roma e viceversa, a partire da dicembre.

Altra notizia per i viaggiatori di Viterbo diretti a Roma quella anticipata dal presidente della Commissione Lavori Pubblici della Camera Mauro Rotelli (FdI) che da fine settembre dovrebbe essere istituito un collegamento diretto Viterbo-Orte  via superstrada, a seguito di un accordo tra la regione Lazio e il Cotral.

Inoltre il primo settembre scorso  era apparsa su alcuni organi di stampa la notizia diffusa dal parlamentare umbro della Lega  Virginio Caparvi  in merito alle dichiarazioni del ministro dei Trasporti, on. Matteo Salvini, sulla richiesta di una deroga alle prescrizioni vicenda  ‘ di Regolazione dei Trasporti per il transito sulla linea direttissima dei treni veloci, già‘ commissionati dalle Regioni ai costruttori dei convogli.

Queste le  dichiarazioni del   Parlamentare umbro della Lega on. Virginio Caparvi:

“L’impegno preso dal vice Premier e Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini di tenere  una deroga all’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) per permettere ai nostri treni regionali la possibilità di circolare ancora sulla direttissima Roma–Firenze finché  non entreranno in servizio i nuovi convogli veloci (200 km orari) è una importantissima ed attesa notizia”.

La vertenza era stata avviata nel giugno scorso con una serie di   comunicati dal Comitato Pendolari di Orte contro l’istradamento sulla linea lenta dei treni, frequentati ogni giorno da migliaia di lavoratori e studenti, che oggi percorrono la linea direttissima .

Il Comitato aveva appreso con estrema preoccupazione quanto denunciato a mezzo stampa da Francesco De Rebotti, assessore allo Sviluppo Economico alla Mobilita‘ e Trasporti della Regione Umbria, circa l’instradamento sulla linea convenzionale di tutti i regionali da e per Roma a partire dal prossimo dicembre 2025.

Il Comitato: „Questo instradamento quasi quotidiano lo stanno già subendo da sei mesi a questa parte i pendolari di questa linea a causa dei lavori in corso, ma se diventasse definitivo sarebbe una catastrofe.

Chiediamo alla politica di contrastare tale programma che peggiorerebbe enormemente la qualità della vita di migliaia di pendolari che quotidianamente si recano a Roma per lavoro, studio, per questioni di salute“.

Il Comitato aveva richiesto ai sindaci del Lazio (Viterbo, Orte e di altre cittadine interessate) di prendere una aperta posizione contro questa nefasta decisione, come fatto recentemente dai sindaci umbri.

Dopo l‘intervento dei consiglieri regionali del Lazio Panunzi, vice presidente del Consiglio regionale, Giulio Zelli, presidente della Commissione Agricoltura, del presidente della provincia di Viterbo Alessandro Romoli e del sindaco di Viterbo, Chiara Frontini (che avevano viaggiato con i pendolari nei giorni di crisi) l’amministrazione comunale di Orte, di concerto con alcuni rappresentanti del Comitato Pendolari, aveva predisposto e condiviso con i sindaci dei comuni limitrofi, la richiesta di 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, per affrontare le emergenze e i disagi che migliaia di pendolari si trovano ad affrontare ogni giorno sulla linea ferroviaria Orte-Roma, anche in previsione di un possibile ulteriore peggioramento della situazione.

Anche da parte dei viaggiatori e delle istituzioni umbre sono state adottate iniziative di sostegno alla vertenza del traffico pendolare del Centro Italia.

 

 

Il testo della missiva dei viaggiatori pendolari alle Istituzioni.

𝐴𝑙 𝑀𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 Infrastrutture e Trasporti

𝑂𝑛. 𝑀𝑎𝑡𝑡𝑒𝑜 𝑆𝑎𝑙𝑣𝑖𝑛𝑖

 

𝐴𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒  𝑑𝑖 𝑇𝑟𝑒𝑛𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎

𝐷𝑜𝑡𝑡. 𝑆𝑡𝑒𝑓𝑎𝑛𝑜 𝐶𝑢𝑧𝑧𝑖𝑙𝑙𝑎

 

𝐴𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑅𝐹𝐼

𝐷𝑜𝑡𝑡.𝑠𝑠𝑎 𝑃𝑎𝑜𝑙𝑎 𝐹𝑖𝑟𝑚𝑖

 

𝐴𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑇𝑟𝑎𝑠𝑝𝑜𝑟𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑎𝑚𝑒𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝐷𝑒𝑝𝑢𝑡𝑎𝑡𝑖

𝑂𝑛. 𝑆𝑎𝑙𝑣𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒 𝐷𝑒𝑑𝑑𝑎

 

𝐴𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑇𝑟𝑎𝑠𝑝𝑜𝑟𝑡𝑖  𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑒𝑛𝑎𝑡𝑜 𝐷𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎

𝑂𝑛. 𝐶𝑙𝑎𝑢𝑑𝑖𝑜 𝐹𝑎𝑧𝑧𝑜𝑛𝑒

 

𝐴𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐿𝑎𝑧𝑖𝑜

𝐷𝑜𝑡𝑡. 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑐𝑜 𝑅𝑜𝑐𝑐𝑎

𝐎𝐫𝐭𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟎𝟎 𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚, 𝐬𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞, 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐢.

Lavoratori e studenti di tutti i Comuni della Tuscia, compreso il capoluogo Viterbo, ed anche della bassa Umbria (Comuni di Narni ed Amelia), convergono verso la Stazione di Orte per raggiungere la Capitale in 35/40 minuti di percorrenza, grazie ai numerosi collegamenti rappresentati dai treni Regionali veloci provenienti da Umbria e Marche e dalla Toscana.

𝐃𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢, 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐬𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐠𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐩𝐞𝐧𝐝𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐫𝐜𝐮𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐚/𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞.

Innumerevoli i disagi determinati da cambi di orario, dal dirottamento di numerosi treni sulla linea convenzionale, ritardi, cancellazioni, tutti sopportati con la speranza che gli interventi, una volta conclusi, avrebbero determinato un netto miglioramento della qualità del servizio offerto.

Il termine dei lavori inizialmente era previsto per fine marzo, poi spostato a fine di maggio, ma ad oggi sono ancora in corso e continui sono i disagi, gli spostamenti di orario e di traccia che fortemente impattano sugli obblighi di Servizio Pubblico atti a garantire le esigenze di mobilità delle comunità locali.

𝐌𝐨𝐝𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐞𝐧𝐨 𝐑𝐕 𝟒𝟓𝟑𝟎 𝐝𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐓𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐚 𝐕𝐢𝐭𝐞𝐫𝐛𝐨 𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐞𝐧𝐨 𝐈𝐂 𝟓𝟗𝟖 .

Fondato è il timore che progressivamente i treni interregionali umbri, marchigiani, toscani e laziali da e verso la Capitale possano subire una completa traslazione dalla linea Alta velocità alla linea cosiddetta convenzionale, con le ovvie ripercussioni in termini di allungamento dei tempi di percorrenza ed una possibile riduzione dei convogli Regionali Veloci e Regionali al momento disponibili sulla linea Orte-Fiumicino, con conseguente sovraffollamento degli stessi.

Si tratterebbe di uno scenario fortemente punitivo per i cittadini che utilizzano quotidianamente il servizio ferroviario, scenario destabilizzante per i borghi della Tuscia e del capoluogo Viterbo interessati a fenomeni di spopolamento, contrazione demografica e difficoltà di accesso ai servizi, per cui la disponibilità di collegamenti ferroviari efficienti e accessibili rappresenta una condizione essenziale per garantire il diritto alla mobilità, sostenere la residenzialità e promuovere sviluppo economico e coesione sociale, oltre a garantire una mobilità sostenibile.

𝐒𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐨𝐥𝐮𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐝𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢, 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐅𝐫𝐞𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐞 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐨, 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐆𝐞𝐬𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐈𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐨𝐯𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐥𝐞 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐋𝐚𝐳𝐢𝐨, 𝐔𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚, 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚; 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐯𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐢.

L’ istanza dei Sindaci firmatari si aggiunge a quella già promossa da 31 Sindaci della Provincia di Terni e della bassa Toscana.

𝐒𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥’𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐭𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐋𝐚𝐳𝐢𝐨, 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚, 𝐔𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞, 𝐥𝐞 𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞, 𝐑𝐟𝐢, 𝐓𝐫𝐞𝐧𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐌𝐈𝐓 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐟𝐞𝐫𝐫𝐨𝐯𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨, 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐢𝐭𝐢𝐯𝐨, 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐎𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐏𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨, 𝐧𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, 𝐝𝐢 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐭𝐚̀ 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞.