NewTuscia – VITERBO – Una faida di sangue tra i due clan rivali della criminalità turca. E’ questa l’ipotesi che, gli investigatori, stanno accreditando maggiormente sulla vicenda degli arresti di Santa Rosa, avvenuti proprio poche ore prima del passaggio della Macchina nell’ultimo tratto della salita che porta da piazza Verdi alla basilica.
Quel giorno sono stati ammanettati, in un b&b situato nell’ultima parte della salita che porta alla basilica di Santa Rosa, Abdullah Atik e Baris Kaya, trovati in possesso di una mitraglietta,
due pistole e caricatori per tutte le armi pronti all’uso. Immediatamente appresa la notizia la sindaca di Viterbo Chiara Frontini e il prefetto Sergio Pomponio, d’intesa con il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e il Capofacchino Luigi Aspromonte, chiamati in prefettura in grande fretta mentre erano al giardino dei Cappuccini, come da tradizione, hanno alla fine deciso di fare partire il trasporto con le luci accese. Primo fatto del genere nella storia del Trasporto della Macchina di Santa Rosa. Alle 22.35, poi, cessati i rischi, a piazza delle Erbe, le luci sono state di nuovo spente.
Gli inquirenti hanno tenuto conto di ogni elemento e, in base alla ricostruzione dei fatti, hanno escluso l’ipotesi dell’attentato. Questo perché, i due fermati, sono risultati appartenenti al clan dei Dalton-lar, gang di rilievo internazionale dedita soprattutto al traffico di stupefacenti e alle infiltrazioni in attività come trasporti, supermercati e attività turistiche, per il riciclaggio e reinvestimento sporco dei proventi. La gang vede a capo proprio Baris Boyun, arrestato a Bagnaia nel maggio 2024. Nella ricostruzione dei fatti gli inquirenti sono partiti dall’altro arresto, quello di Ismail Atiz, avvenuto il 25 agosto sempre nella Tuscia. Atiz è il capo del clan dei Casperlar, rivale dei Dalton, e sarebbe la vera motivazione della presenza di armi che ha portato all’arresto dei due affiliati ai Dalton il 3 settembre. La ragione sarebbe l’organizzazione di un omicidio per una faida che, ultimamente, avrebbe visto l’omicidio, da parte di Atik (arrestato il 3 settembre a Viterbo) di un altro membro dei Casper-lar a Istanbul.
Con questa ipotesi investigativa di reato, quindi, cadrebbero sia le piste dell’attentato per motivi religiosi che il traffico d’armi internazionale, che è stato il reato legato all’apertura del fascicolo della Pm Conti.
Sul tema è intervenuto già due volte Roberto Saviano sul suo profilo social che ha ricostruitto la storia delle due gang dei Dalton e dei Casperlar additando Viterbo come la “capitale italiana della mafia turca”. Secondo Saviano il motivo più probabile degli arresti del 3 settembre era da accreditare proprio alla possibilità di un omicidio mirato nei confronti di Ismail Atiz, in carcere a Viterbo che, secondo Saviano, sarebbe stato seguito in un suo trasferimento dal carcere al tribunale.
Ad avvalorare questa ipotesi ci sono i ritrovamenti, nel b&b alla salita di Santa Rosa, di provviste alimentari e cibo a lunga conservazione che, non essendoci la cucina nella stanza del b&b in cui sono avvenuti gli arresti, sarebbero stati destinati alla latitanza di qualche affiliato del clan.
Le indagini vanno avanti e non si escludono colpi di scena.
















